domenica 26 aprile 2009

Animali innamorati


Se volete vedere le immagini piu belle di animali in amore, che si fanno le coccole e si vogliono bene...
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vi consiglio caldamente di vedervi il documentario:
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"Gli animali innamorati" di Laurent Charbonnier.
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Eccovi per intanto alcune dolci foto, alcune delle quali tratte dalle sue scene:
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https://picasaweb.google.com/rioblublublu/AnimaliInnamorati


di seguito, invece, una raccolta di foto di cuccioli teneri, di vari animali:

https://picasaweb.google.com/rioblublublu/Cuccioli
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betulla
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ps: altro Film bello sullo stesso tema, è anche "Milo and Otis" (Las Aventuras de Chatran), le cui scene sono state recentemente remasterizzate sulla Musica dei Sigur Ros. (Al contrario del primo film, però, questo ha avuto molte critiche in quanto sospettato di aver maltrattato e ucciso animali, per le sue scene).
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Su You-Tube, si trovano ancora spezzetate in piu Upload (sia quelle del film che quelle del gruppo islandese) purtroppo come sempre non in italiano, ma in inglese, francese, o spagnolo. Accontentatevi! Daltronde le scene, ci parlano veramente da sole...
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http://www.youtube.com/watch?v=-kuuuGmYqoQ
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=Milo+and+Otis+Sigus+Ros&aq=f
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Download
qui:
http://files.filefront.com/AnimalsInLove2007avi/;13696325;/fileinfo.html



AGGIORNAMENTO 5/05/11:

Abbiate pazienza, ma
Picasa-web mi ha appena censurato tutti i miei Album pubblici,
dove vi avevo messo tutte queste belle foto carine..
Ora cerco di riproporvele da un'altra parte.
Prendetevela con loro..
Mi hanno censurato senza nessun motivo logico e,
soprattutto, senza nessunissimo preavviso..
Sono desolata.


AGGIORNAMENTO 8/05/11:

Ok! Vi ho appena aggiornato i link, ho creato altri Album, speriamo solo che questa volta rimangano online!
Magari, cerco di farne anche altre copie non su Picasa, nel dubbio..

A presto!!

betulla
 

AGGIORNAMENTO 25/04/12:


PlayList su Youtube
di Video con Animali teneri :-) ..

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Stampa in PDF
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venerdì 17 aprile 2009

X Files il vero finale ..

X Files il Film La Verità

Scena Tagliata con Bush:
eccovi il vero finale...



DOWNLOAD QUI
http://www.divshare.com/download/8054998-11e

http://www.megaupload.com/?d=4OB3QPNV
http://www.filefront.com/14175149/X%20Files%20scena%20tagliata.avi


La scena è stata tagliata, in quanto al suo interno appare Bush Jr. presidente,

che però essendo in inglese non ci capisco un acca... e non posso quindi dirvi cosa dice..

qualcuno lo ha postato qui.
http://zonaprova.altervista.org/X Files scena tagliata.avi
(ricordatevi di fare copia incolla col mouse, non di cliccarci su).


Ora: SE QUALCUNO ME LO PUO' TRADURRE..
Grazie.

Locandina del Film:
http://www.movieplayer.it/serietv/2/x-files/stagione-9/the-truth/


La verità - X-Files, Stagione 9 (Titolo originale: The Truth) L'episodio La verità è il numero 19 della Stagione 9 di X-Files. Ma è lungo quanto un film, rispetto ai soliti episodi. E' diretto da Kim Manners. E' stato trasmesso per la prima volta il 19.05.2002.
http://www.movieplayer.it/serietv/2/x-files/stagione-9/the-truth/

betulla



Anonimo ha detto...

il presidente dice: cosa vuoi che faccia? la verita e` venuta fuori...
E l`altro gli risponde : la verita era fuori da sempre ma la gente non vuole crederci.
traduzione a grandi linee :-)

rosa blu ha detto...

Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!! :-D !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Smack! Smack!! :-*

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Stampa in PDF
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martedì 14 aprile 2009

Lo Sbattezzo



Eccovi un interessante post, preso da qui:

http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

Lo Sbattezzo
come cancellare gli effetti civili del battesimo


CHE COS’È IL BATTESIMOIL PEDOBATTESIMOIL BATTESIMO COME ADESIONE ALLA CHIESA CATTOLICAL’APOSTASIAPERCHÉ CANCELLARE GLI EFFETTI DEL BATTESIMO?L’ASSOCIAZIONE PER LO SBATTEZZOL’INIZIATIVA GIURIDICA DELL’UAARIL SUCCESSO DELL’INIZIATIVA GIURIDICA UAARCOSA BISOGNA FARE PER NON ESSERE CONSIDERATI PIÙ CATTOLICI?ALTRE RELIGIONILO SBATTEZZO ALL’ESTEROPERCORSI DI APPROFONDIMENTOPASSAPAROLA SULLO SBATTEZZO

CHE COS’È IL BATTESIMO
Stando al Catechismo della Chiesa cattolica (n. 1213), il battesimo è il mezzo «mediante il quale ci si libera dal peccato e, rigenerati come figli di Dio, si diventa membra di Cristo, ci si incorpora alla Chiesa e resi partecipi della sua missione». Come un bambino di pochi giorni possa essere reso partecipe della missione della Chiesa resta, ovviamente, un mistero della fede.
Va ricordato che il battesimo è un rito largamente estraneo alla narrazione evangelica: gli unici passi espliciti (Mt. 28,19, Mc 16,15) sono spesso considerati dagli studiosi come un’aggiunta posteriore; i passi di Gv. 3,22-26 sono contraddetti da Gv. 4,1. Gesù, pur battezzato da Giovanni, stando al Nuovo Testamento personalmente non battezzò mai nessuno, né tanto meno risulta siano mai stati battezzati gli apostoli.

IL PEDOBATTESIMO
Gesù decise di farsi battezzare solo quando ebbe compiuto trent’anni. Anche agli albori della cristianità il battesimo veniva impartito agli adulti, e solo dopo un congruo periodo di catecumenato. Anzi, molti fedeli rimandavano addirittura il battesimo fin quasi in punto di morte, per presentarsi “puri” nell’aldilà.
Successivamente, con l’affermarsi della nuova religione, il rito venne gradatamente anticipato agli infanti (di qui il nome di “pedobattesimo”), anche in seguito all’elaborazione teologica del peccato originale, tuttora in vigore. Ancora oggi, infatti, la Chiesa ritiene che i bambini «nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale» e hanno bisogno del battesimo «per essere liberati dal regno delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio» (dal Catechismo della Chiesa cattolica, n. 1250).
Se un neonato non ha la potestà legale di stipulare alcun atto, non si capisce a maggior ragione perché debba compiere, dopo pochi giorni di vita, una scelta che potrebbe pregiudicarne - da un punto di vista religioso - l’accesso al paradiso.

IL BATTESIMO COME ADESIONE ALLA CHIESA CATTOLICA
La Chiesa cattolica, nel corso della sua storia, ha spesso abusato del battesimo per ottenere “conversioni forzate”, soprattutto nei confronti degli ebrei. Ancora oggi il Codice di diritto canonico, al canone 868, stabilisce questa assurda norma: «il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori»! Qualora si verificasse, i genitori dello sfortunato bambino potrebbero denunciare il battezzante per violazione dell’art. 30 della Costituzione.
Ricordiamo che tale articolo stabilisce che «è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i propri figli». Attenzione, però: “istruire” non significa affatto “imporre”. Insegnare ai proprî figli la verità della religione cattolica non deve quindi avere come automatica conseguenza l’adesione vita natural durante alla Chiesa cattolica, così come insegnare ai proprî figli il gioco degli scacchi non deve comportare l’iscrizione vita natural durante al club degli scacchi. Questo infatti comporta il battesimo: il canone 96 del Codice di diritto canonico stabilisce infatti che «mediante il battesimo l’uomo è incorporato alla Chiesa di Cristo e in essa è costituito persona, con i doveri e i diritti che ai cristiani, tenuta presente la loro condizione, sono propri, in quanto sono nella comunione ecclesiastica e purché non si frapponga una sanzione legittimamente inflitta». E questa condizione assume valore anche per la legge italiana…
La sentenza della Corte Costituzionale n. 239/84 ha invece stabilito che l’adesione a una qualsiasi comunità religiosa debba essere basata sulla volontà della persona: difficile, a nostro avviso, rintracciare tale volontà in un bambino di pochi giorni.
Infine, secondo la legge 196/2003, l’appartenenza religiosa è considerata un dato sensibile, esattamente come l’appartenenza sindacale e politica, la vita sessuale e la salute dell’individuo. Non si capisce pertanto perché, se la legge impedisce ai genitori di iscrivere i propri figli a un sindacato, a un partito politico, a un’associazione gay, non debba conseguentemente impedire l’adesione a un’organizzazione religiosa.

L’APOSTASIA
Lo sbattezzo, visto dalla parte della Chiesa, si chiama apostasìa. Se da un punto di vista dottrinale è un peccato mortale, per il diritto penale della Chiesa, applicabile a tutti i battezzati, rappresenta invece un «delitto» (Codice di diritto canonico, can. 1041).
Ne consegue che, per la Chiesa cattolica, chi si proclama ateo e agnostico, anche se non si sbattezza, è da considerarsi un apostata, e pertanto soggetto alla scomunica latae sententiae (can. 1364), un tipo di provvedimento canonico che si applica automaticamente, anche se la Chiesa non è al corrente del “delitto” commesso (lo stesso provvedimento comminato dal codice, per esempio, alla fattispecie di aborto volontario).
Le conseguenze dell’apostasia e della relativa scomunica sono:
esclusione dai sacramenti;
privazione delle esequie ecclesiastiche in assenza di segni di pentimento;
esclusione dall’incarico di padrino o madrina per battesimo e confermazione;
necessità della licenza del vescovo per l’ammissione al matrimonio canonico.

PERCHÉ CANCELLARE GLI EFFETTI DEL BATTESIMO?
Non certo per fare un contro-rito vendicativo: nessuna associazione laica lo riterrebbe una cosa seria.
Ci sono invece motivazioni ben più importanti per sbattezzarsi:
per coerenza: se non si è più cattolici non v’è alcuna ragione per essere considerati ancora tali da chi non si ritiene più degni della propria stima;
per mandare un chiaro segnale a tutti i livelli della gerarchia ecclesiastica;
per una questione di democrazia: troppo spesso il clero cattolico, convinto di rivolgersi a tutta la popolazione della propria parrocchia, “invade” la vita altrui (pensiamo alle benedizioni natalizie o, più banalmente, al rumore prodotto dalle campane). Si crea così una sorta di “condizionamento ambientale” e si diffonde la convinzione che bisogna battezzare, cresimare, confessarsi e sposarsi in chiesa per non essere discriminati all’interno della propria comunità. Abbattere questo muro, rivendicando con orgoglio la propria identità di ateo o agnostico, è una battaglia essenziale per vivere in una società veramente libera e laica.
per la voglia di far crescere il numero degli sbattezzati, contrapponendolo alla rivendicazione cattolica di rappresentare il 96% della popolazione italiana;
perché si fa parte di gruppi “maltrattati” dalla Chiesa cattolica: gay, donne, conviventi, ricercatori…
per rivendicare la propria identità nei passaggi importanti della propria vita. Non essere più cattolici comporta l’esclusione dai sacramenti, l’esclusione dall’incarico di padrino per battesimo e cresima, la necessità di una licenza per l’ammissione al matrimonio (misto), la privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di ripensamento da parte dell’interessato. Significa quindi non dover sottostare alle richieste del proprio futuro coniuge di voler soddisfare la parentela con un rito in chiesa, non vedersi rifilare un’estrema unzione (magari mentre si è immobilizzati), e avere la relativa sicurezza che i propri eredi non effettueranno una cerimonia funebre in contrasto con i propri orientamenti.
per non essere considerati, dalla stessa legge italiana, «sudditi» delle gerarchie ecclesiastiche. Il Catechismo della Chiesa cattolica rammenta (nn. 1267 e 1269) che il battesimo «incorpora alla Chiesa» e «il battezzato non appartiene più a se stesso […] perciò è chiamato […] a essere «obbediente» e «sottomesso» ai capi della Chiesa». Qualora non lo siano, le autorità ecclesiastiche sono giuridicamente autorizzate a “richiamare” pubblicamente il battezzato. Nel 1958 il vescovo di Prato definì «pubblici peccatori e concubini» una coppia di battezzati sposatasi civilmente. La coppia subì gravi danni economici, intentò una causa al vescovo e la perse: essendo ancora formalmente cattolici, continuavano infatti a essere sottoposti all’autorità ecclesiastica. Ogni prelato può dunque tranquillamente permettersi esternazioni denigratorie nei confronti dei battezzati: perché rischiare?
per un vantaggio economico: se si è battezzati e capita di dover lavorare, anche saltuariamente, in Paesi come la Germania o l’Austria, si finisce per essere tassati per la propria appartenenza alla Chiesa cattolica, e in modo assai salato (anche 60 euro al mese su uno stipendio di 2.000 euro…).
Ma tante altre ancora possono essere le motivazioni: non c’è certo bisogno di ricevere suggerimenti da parte dell’UAAR!

L’ASSOCIAZIONE PER LO SBATTEZZO
L’Associazione per lo Sbattezzo nacque negli anni ’80 proprio su queste tematiche. Suo il merito di aver sollevato il problema in Italia: attraverso questa associazione sono partite le prime lettere con le richieste di cancellazione dal registro dei battezzati. Il modulo che presenta sul suo sito, tuttavia, è privo di valore giuridico, non facendo riferimento ad alcuna legge dello Stato italiano. Oggi la parola sbattezzo è entrata a far parte dei dizionari.

L’INIZIATIVA GIURIDICA DELL’UAAR
Nel 1995 l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha avviato una campagna per la “bonifica statistica” dei battezzati. Dopo aver verificato le risposte fumose ed evasive alle richieste di cancellazione ricevute dai parroci (le poche volte che costoro si degnavano di rispondere), ha preferito spostare il confronto in sede giudiziaria.
Attraverso un socio individuato ad hoc, ha così intrapreso un ricorso al Garante per la protezione dei dati personali (Stefano Rodotà), chiedendo di intervenire nei confronti delle parrocchie refrattarie alla cancellazione del battesimo.

IL SUCCESSO DELL’INIZIATIVA GIURIDICA UAAR
Il 13 settembre 1999 il Garante per la protezione dei dati personali si è pronunciato sul ricorso del socio UAAR.
Secondo il provvedimento del Garante non si può cancellare il battesimo, in quanto esso documenta un episodio effettivamente avvenuto.
È però possibile, per chiunque lo desideri, far annotare la propria volontà di non appartenere più alla Chiesa cattolica. Si tratta di un riconoscimento importante, con il quale per la prima volta la giurisprudenza italiana ha stabilito una procedura per l’ottenimento di un elementare diritto civile, quello di non essere più considerati “figli della chiesa”.
Lo sconcerto cattolico deve essere stato notevole, se persino un esponente considerato “illuminato” come don Zega, dalla prima pagina della Stampa del 29 settembre 1999, riusciva a confondere UAAR e Associazione per lo Sbattezzo, cercando poi di buttare tutta la vicenda sul goliardico.
Come conseguenza pratica, però, l’iniziativa dell’UAAR ha costretto la Conferenza Episcopale Italiana a emanare già il 20 ottobre 1999 un Decreto Generale sull’argomento.
L’UAAR, incassato il parziale successo, ha comunque deciso di ricorrere al tribunale di Padova, che con il decreto del 29 maggio 2000 ha in sostanza confermato quanto statuito dal Garante, sancendo tuttavia che «è lo Stato che si riserva il potere di verificare se sussistano i presupposti per escludere il proprio intervento con riguardo agli atti dell’autorità ecclesiastica».
Nel novembre 2002 la Conferenza dei vescovi italiani, riunita in assemblea plenaria, ha dovuto confermare la legittimità delle richieste formulate col modulo UAAR.
L’iniziativa è proseguita negli anni successivi, con lo scopo di allargare questo diritto all’intera popolazione italiana. Nel 2002 è stato presentato e accolto il primo ricorso al Garante contro una parrocchia inadempiente, e nel 2003 è stato presentato e accolto il ricorso al Garante contro la pretesa del Vicariato di Roma di chiedere al richiedente di presentarsi presso i suoi uffici «per dimostrare e controfirmare la sua richiesta in modo inequivoco».
Infine, nel settembre 2006, un nuovo provvedimento del Garante ha permesso a tutti coloro che non conoscono la parrocchia di battesimo (o che sono stati battezzati all’estero) di annotare le proprie volontà di non far più parte della Chiesa cattolica sull’atto di cresima. Il caso ha voluto che il primo vescovo “costretto” ad autorizzare una simile annotazione sia stato il cardinal Camillo Ruini (anche se la prima in assoluto risale al febbraio 2006).
Ma la campagna continua: resta ancora da allargare tale diritto a chi non sa dove è stato battezzato, e non è mai stato comunicato o cresimato.
Ricordiamo anche che il 25 ottobre 2008 l’UAAR ha organizzato una giornata nazionale dello sbattezzo, a cui hanno aderito oltre 1.000 cittadini: la più grande apostasia di massa mai registrata in Italia.

COSA BISOGNA FARE PER NON ESSERE CONSIDERATI PIÙ CATTOLICI?
Chi conosce la parrocchia presso la quale si è stati battezzati deve semplicemente scrivere una lettera al parroco con la quale si chiede che sia annotata la propria volontà di non far più parte della Chiesa cattolica. La lettera deve essere inviata per raccomandata a.r. allegando la fotocopia del documento d’identità. Non è necessario fornire alcuna motivazione. Disponiamo di una lettera modello, scaricabile in formato *.RTF (e modificabile a piacimento secondo le proprie esigenze); ne è altresì disponibile una versione in formato *.PDF. Se non si è subita né la prima comunione né la cresima, inoltre, si può provare a inviare alla parrocchia un modulo (*.RTF; *.PDF), recentemente sperimentato con successo, contenente la richiesta di prendere nota che non si è mai stati cattolici.
Se non si conosce la parrocchia, la prima strada è quella di fare una ricerca sul portale parrocchie.it: qualora vi fossero dubbi tra più parrocchie si può provare a chiedere un aiuto a mailto:soslaicita@uaar.it?Subject=Informazioni%20sulla%20parrocchia%20di%20avvenuto%20battesimo.
Qualora l’esito fosse infruttuoso bisogna inviare una richiesta al parroco dove è stata impartita la prima comunione (a partire dal 1984) o la cresima, chiedendogli di provvedere all’annotazione della richiesta sui documenti che attestano la somministrazione di questi sacramenti.
In alternativa, se ci si è sposati con il rito concordatario, si può anche inviare una richiesta alla parrocchia delle nozze, chiedendo di conoscere la parrocchia di battesimo.
Sbattezzarsi è rapido e semplice: si concretizza nel giro di quindici giorni, termine di legge (anche se talvolta vanno oltre) entro cui le parrocchie sono tenute a rispondere con una lettera con cui confermano di aver annotato sull'atto di battesimo e/o sul registro dei battezzati quanto richiesto dallo 'sbattezzando'. Nel caso che vengano frapposti degli ostacoli, consigliamo di consultare le FAQ (anche in formato RTF), che contengono le risposte alle domande più ricorrenti sull’argomento: qualora i dubbi persistano, potete inviare un messaggio a mailto:soslaicita@uaar.it?Subject=Richiesta%20di%20consulenza%20sullo%20sbattezzo per ottenere una consulenza sull’argomento. Ricordiamo che - in mancanza di risposta da parte della parrocchia - è possibile presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali. Tutti i ricorsi presentati finora si sono conclusi con esito positivo.

ALTRE RELIGIONI
Per le altre confessioni cristiane vale lo stesso discorso della confessione cattolica: è sufficiente inviare la lettera modello, sostituendo soltanto “registro dei battezzati” con “elenco dove è stato registrato il battesimo”.
L’appartenenza alle comunità ebraiche è documentata attraverso un’iscrizione: pertanto, per abbandonare l’ebraismo è sufficiente inviare una comunicazione formale con cui si rende palese la propria volontà, chiedendo altresì che venga data conferma per iscritto delle proprie “dimissioni”. Ovviamente, in tal modo si risolve il problema dell’appartenenza, non quello della circoncisione.
Per l’islam le cose sono molto più complicate. Non esiste in Italia alcuna confessione centralizzata islamica, ma tante organizzazioni diverse in competizione fra loro: è quindi impossibile formulare una domanda ufficiale, ma solo apostatare pubblicamente. Il problema, ben noto, è che la dottrina prevalente nel mondo islamico prevede che l’apostata sia punito con la morte. Secondo un detto (hadīth) attribuito a Maometto, è vietato uccidere un musulmano, eccetto che in tre casi: quello di un musulmano che ha ucciso un altro musulmano, quello dell’adultero e quello dell’apostata. Al di fuori dai Paesi di tradizione musulmana sta comunque venendo alla luce un buon numero di apostati dall’islam. Alcuni di essi hanno pure creato un sito: Apostates of Islam e un’associazione, Council of Ex-Muslims of Britain. Anche per l’islam resta il problema della circoncisione.

LO SBATTEZZO ALL’ESTERO
Il problema dello sbattezzo non è solo italiano: lanciato in Belgio alcuni decenni fa da Alternative Libertaire, ha calamitato l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto in Francia.
Qui la legge ha sancito sia il diritto alla cancellazione, sia il dovere dell’ente ecclesiastico di fornire prove della stessa: i vescovi di Carcassone e Mende hanno rischiato pesanti condanne per non aver provveduto nei termini stabiliti (aggiornamenti sulla campagna di sbattezzo in Francia).
In Germania le cose sono ancora più semplici: una legge del 1919 impone alle religioni di “contare” i propri membri in base alla volontà dei propri fedeli di versare una somma variabile tra l’8 e il 10 per cento delle proprie imposte. Se non si vuole pagare questa tassa si è automaticamente fuori dalla Chiesa e cessano gli effetti del battesimo, mentre se si rimane formalmente fedeli si è invece obbligati a pagare le tasse alla propria Chiesa. La dichiarazione ufficiale di uscita dalla chiesa è effettuabile a partire dal raggiungimento della maggiore età (ovvero a quattordici anni, per quanto riguarda l’appartenenza religiosa).
Lo sbattezzo in Germania, Austria e Svizzera.
In Spagna la normativa è molto simile a quella italiana.

PERCORSI DI APPROFONDIMENTO
L’annotazione su un atto di battesimo.
«L’aspetto giuridico dello sbattezzo», di Andrea Albertazzi, da L’Ateo n. 2/2004.
«Atei alla meta: i vescovi hanno riconosciuto il diritto di non far parte della Chiesa cattolica», di Raffaele Carcano, da l’Ateo n. 1/2003.
«Aumenta il popolo degli “sbattezzati”. Atei e agnostici si ritrovano sul web», di Rita Celi, da Repubblica.it, 10 gennaio 2006
Battesimi forzati, di Marina Caffiero (Viella 2004): le vessazioni nei confronti degli ebrei romani tra il XVI e il XIX secolo.
Battezzati non credenti, di Aldo Capitini (Parenti 1961).
«Chi si ricorda del vescovo di Prato?», di Mario Patuzzo, da L’Ateo n. 4/1999.
«Della qualità del clero. I risultati di un’indagine e la loro verifica sul campo», di Raffaele Carcano, da L’Ateo n. 5/2003.
«La mia lunga battaglia per essere sbattezzato», di Jenner Meletti, da la Repubblica, 13 luglio 2003.
Nuove ingerenze ecclesiastiche, aggiornati i moduli (23 aprile 2007).
«Pio XII e i piccoli ebrei battezzati», dal Corriere della Sera, 29 dicembre 2004.
Processo al vescovo di Prato, a cura di Leopoldo Piccardi (Parenti 1958).
Quasi quasi mi sbattezzo, di Alessandro Lise e Alberto Talami (Becco Giallo 2009): un fumetto sullo sbattezzo!
«“Scresimato”», di Pier Giorgio Nicoletti, da L’Ateo n. 3/2007.
Tesi di laurea sullo sbattezzo del nostro associato Andrea Albertazzi: discussa nel dicembre del 2003, la pubblichiamo con il suo permesso (PDF, 200 Kb).
Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi, di Raffaele Carcano e Adele Orioli (Luca Sossella Editore 2008): il primo libro a trattare dello sbattezzo, ma anche un excursus storico sull’apostasia (e tanto altro ancora).
Uscire dal gregge di Stefano Sotgia (2008): un documentario di sedici minuti sullo sbattezzo.
Un volantino sullo sbattezzo da fotocopiare e distribuire.
Se vuoi dare visibilità sul tuo sito o sul tuo blog alla campagna UAAR di sbattezzo, puoi consultare le istruzioni pubblicate sul nostro sito.

PASSAPAROLA SULLO SBATTEZZO
Puoi scaricare la presentazione sullo sbattezzo e inviarla ai tuoi amici. Sono disponibili questi formati:
PPS (per MS Powerpoint), 430 Kb
PDF (per Adobe Reader), 490 Kb
SWF (Flash, da aprire in un browser), 480 Kb
Per salvare i file fai click con il tasto destro del mouse e scegli “Salva oggetto con nome”.
Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2009.
UAAR.it 2009

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ALTRO MIO POST RELAZIONATO:
http://betullablu.blogspot.com/2009/03/perche-dio-non-elimina-il-male.html
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AGGIORNAMENTO:

altri due articoli interessanti sullo Sbattezzo, qui

http://www.sonego.net/religione/quasi-quasi-mi-sbattezzo/
http://uaarcatania.wordpress.com/2008/02/13/rinnovo-iscrizione-carabinieri-allufficio-postale/
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Aggiornamento 23-12-09

Vi segnalo la lettera che Alessio ha segnalato sul suo blog, che vi fara capire tante cose.. -

http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDiAlessio/~3/A9miOiNpRvI/lettera-radio-maria.html


martedì 15 dicembre 2009



Lettera a radio maria


Qualche mese fa avevo pubblicato un post dove parlavo di Radio maria in quanto spesso dalle sue frequenze partivano sentenze disgustose nei confronti degli omosessuali dicendo che essi sono malati e cose simili...ieri ho avuto la fortuna di trovare una simpatica lettera proprio a radio maria (dovrebbe essere tutto vero) che vi consiglio di leggere:

Tempo fa un NOTO RELIGIOSO, dalle onde radio di Radio Maria, ha risposto ad un ascoltatore che l'OMOSESSUALITA' E' UN ABOMINIO, perchè a dirlo è la BIBBIA (Levetico, 18,22).
Un ABOMINIO CHE NON PUO' ESSERE TOLLERATO IN NESSUN CASO.
10 giorni fa quello stesso ascoltatore ha scritto questa lettera al NOTO RELIGIOSO...
Lettera del 16 maggio 2009
Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio.
Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.-

Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?-
Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l’ odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?-
So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.
- Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?-
Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
- Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
- Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’ altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere … La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?
- Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
- In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
- Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?

So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.
Sempre suo ammiratore devoto.”

10 commenti:

Anonimo ha detto...
questo tizio che ha scritto la lettera non ha ovviamente capito la Bibbia (christiana). La maggior parte di queste linee guida sono state abbandonate nel Nuovo Testamento. Piu che a Radio Maria avrebbe quindi dovuto inviarla ad un Rabbino, poiche si tratta di norme seguite da ebrei (che, ad esempio, tuttoggi non mangiano maiale). sull omosessualità Christo non si è espresso chiaramente (il sacerdote non ha quindi sbagliato a citare in quel caso il Levitico) . All'interno del cristianesimo sono tuttavia presenti visioni differenti riguardo al tema. Gesù non dice una parola su questo, ma tante sulla tolleranza, l’accettazione, il non giudicare. anche se dalla chiesa oggi viene visto come peccato.
Gian Marco ha detto...
Sono abbastanza daccordo col commento precedente, sottolineo solo alcuni punti chiave del cristianesimo e della bibbia in generale: - Le leggi divine possono cambiare nel corso del tempo (sacrifici animali, riti di purificazione...), ma i principi su cui si basano (santità, rispetto, devozione, amore) SONO QUESTI AD ESSERE IMMUTABILI - l'amore per dio e il prossimo è il comandamento piu importante (Matteo 22:35-40) - con cristo la legge di mosè viene abolita per i cristiani (ne parla spesso S. Paolo). quindi niente più sacrifici animali, pene di morte per chi disubbidisce... (efesini 2:14-16) - riguardo al tema omosessualità nelle sue lettere Paolo continua a essere comunque chiaro che questo è un grave peccato (Romani 1: 24 -27) - la schiavitù era tollerata e regolamentata all'epoca in quanto consuetudine del mondo antico, anche al tempo di paolo sotto l'impero romano. le leggi che la regolavano imponevano comunque un rapporto di rispetto e onestà reciproca, principi che si applicano anche oggi nei rapporti di lavoro. (Colossesi 3:22 - 4:1)
Gian Marco ha detto...
ps. se vi serve una bibbia online per confrontare i versetti ne potete trovare una qui: http://www.watchtower.org/i/bibbia/index.htm oppure cercate su google "bibbia online" e trovate un sacco di altre traduzioni italiane
byb ha detto...
sono allibito dalla risposta data al ragazzo, ma da radiomaria, non mi aspetto certo del buonsenso. e sono allibito dal fatto alcuni anonimi commentatori non abbiano capito il senso della lettera citata nel post: la condanna all'omosessualità è del tutto assente nel Vangelo. in tutto il nuovo testamento, c'è un solo riferimento ed è di San Paolo nelle lettere, e fa riferimento ai passi del vecchio testamento. i passi del vecchio testamento che condannano esplicitamente l'omosessualità fanno parte di capitoli e codici che la Chiesa Cattolica a rigettato, in nome della predicazione di Gesù presentata nel Vangelo. ma se sono rigettati quei passi, quei capitoli, come si giustifica secondo dottrina la mancanza di rigetto per i passi riferiti all'omosessualità? la domanda di quella lettera, non può essere posta a un rabbino, è chiaramente rivolta a un prete cristiano, e sono domande retoriche, la cui risposta è chiara ed esplicita: o rigetti le regole "inutili" "superate" del vecchio testamento, in nome del Vangelo, e le rigetti tutte, condanna all'omosessualità compresa, o non ne puoi rigetta nessuna, nemmeno una di quelle ricordate nella lettera. è chiaramente una provocazione, perché la Chiesa ha risposte dottrinali a queste domande, ma ad esempio la Chiesa Anglicana inglese, o le Luterane scandinave, di fronte a queste domande si sono interrogate, e hanno giudicato insufficenti le parole di San Paolo, e hanno rimosso dalla propria dottrina il concetto di omosessualità come peccato, o addirittura introdotto il matrimonio omosessuale religioso, al pari di quello eterosessuale.
Anonimo ha detto...
. Chi ha fede non ha bisogno di religioni .
(NdR) ha detto...
. Approfondimento del precedente commento (dello stesso autore); non sono uno Storico delle religioni e so che non so spiegarmi bene a parole anche se scrivo correttamente; chiedo scusa per questo. Parte 1 Qualche mese fa il pres. Napolitano ha detto che la Costituzione italiana è laica ma non deve e non può rinnegare l’ etica cristiana sulla quale è basata (si veda Wikipedia: papa Benedetto al Quirinale). Il pres. Napolitano si esprime spesso con parole di vera saggezza. Da questo si invita a considerare il fatto che, dopo la ‘Legge del taglione’, i ‘10 Comandamenti’ di Mosè rappresentano una forma primitiva di ‘Codice Civile’ che supera la precedente, ancora molto barbarica, con una forma di Moralità, di più moderna concezione, che si pone come un’ assoluta novità nella Storia dell’ uomo, per quanto queste leggi siano ancora radicate in una mentalità superstiziosa: come pensatore non ho alcuna difficoltà a credere che il leader Mosè abbia sfruttato la sua capacità di immergersi nelle profondità del suo animo in un periodo di isolamento e meditazione, e collegarsi con la sua parte più divina, traendone la sua interpretazione di quello che è ‘Dio legislatore’, cioè l’ umanità in quanto "astrazione della collettività" proprio perché ne dispone le regole per il "bene comune". (Nota: anche il culto dei morti ha a che fare con questo ma qui è un altro discorso) Per questo ho detto che "la fede non ha religione"; ma spesso dalla fede nasce la religione e questo spesso è anche un male dal momento che l’ indagine e l’ adesione delle leggi della convivenza civile (e dell’ uso delle risorse naturali) è un comportamento superficiale e di circostanza, ovvero addirittura avviene solo in funzione di un ‘sottrarsi alla punizione’ (per questo infatti Dio si fa Punitore e Omnisciente) e non nasce invece da un sincero sentimento di benevolenza e volontà di cooperazione per il progresso della comunità. (segue parte 2) .
(NdR) ha detto...
. Parte 2 Ma quindi Mosè, per quanto evoluto, è pur sempre un uomo arcaico rispetto al nostro punto di vista e interpreta i suoi sentimenti e il suo potere psichico (la sua fede) in base alla mentalità della sua epoca che è fatta spesso di potere assoluto, di giustizia sanguinaria e di rigida adesione alle regole; sarà infine solo con il Protestantesimo che si sancirà definitivamente il diritto di ogni individuo a poter dare un’interpretazione più personale di queste regole, anziché lasciare che queste, in nome del ‘bene collettivo’, venissero dettate, spesso a capriccio, da un élite di ‘rappresentanti della divinità’ che sfruttassero l’ ignoranza, la superstizione e il ‘timore di Dio’ per fini egoistici e dove per questo lo stesso ‘Dio’ perde la sua connotazione di ‘astrazione della collettività’ e ridiventa ‘tutto ciò che l’uomo esposto alla furia degli elementi naturali non è in grado di controllare se non per intercessione di particolari uomini’. Infatti, se è vero che Carlo Magno promulgò l’istituzione dell’ istruzione scolastica massificata, la stampa è nata invece proprio in ambiente protestante. Questo per dire in sostanza che se un sedicente prete (o chiunque altro) avesse fatto dell’ adesione incondizionata a non meglio definiti principi di ‘Giusnaturalismo divino’ così arcaici come quelli dell’ Antico Testamento o di qualsivoglia altro testo sacro (posto che la tradizione scritta affermi effettivamente la contrarietà al rapporto omosessuale in quanto ‘contro natura’), egli si dimostra solo una persona che non è in grado di evolversi in termini spirituali: non è in discussione la capacità di devozione come il sentimento per il quale la gente si dedichi alla ‘divinità come Amore universale’ senza per questo perdere il contatto con il mondo materiale ma anzi accettandolo con più consapevolezza delle proprie azioni e del senso dell’ esistenza non solo per se stessi ma per tutta la collettività, ma è in discussione il fatto che la sola adesione a un insieme categorico di regole di convivenza (e la loro promulgazione) che si sono evolute nel corso di migliaia di anni e che continueranno a evolversi non è di per sé una qualità per la quale si è veramente capaci di donare conforto allo spirito come dovrebbe farlo chi ha vera vocazione di uomo di fede (‘l’ abito non fa il monaco’). Ma attribuire a quei rappresentanti della Chiesa che si dimostrino così intransigenti le caratteristiche peculiari del Cristianesimo è solo convenienza di opinione. Grazie [Ndr] .
(NdR) ha detto...
. (segue) Fermo restando quanto ho detto sopra, direi che questo Religioso è stato molto frainteso, per mezzo di un giustizialismo che ha voluto vedere solo l’ offesa e la discriminazione, né si può dire che egli abbia fatto del suo meglio per chiarire la sua posizione che d’altronde è quella tradizionale e riconosciuta universalmente dalle religioni: l’ uomo non deve essere schiavo dei sensi. Persino il Tantra indù non parla di edonismo fine a se stesso come forse si crede come luogo comune, ma propone invece la disciplina del ‘non privarsi del piacere’ che ha il fine proprio di imparare a controllare il desiderio. Il prete al telefono ha però preferito esprimersi in maniera troppo radicale, senza mezzi termini e forse si è un po’ perso nel suo stesso discorso nel quale, piuttosto che ribadire il fatto che tutte le passioni ci portano a sviare dalla strada dell’ evoluzione spirituale (che è il senso allegorico della ‘purificazione dal Peccato originale’), invece sembra considerare ossessivamente solo l’ aspetto sessuale della questione, vi si perde, e finisce quasi per confondere tutto nella condanna ai comportamenti sessuali insoliti (omosessualità o ninfomania) o propriamente deviati e criminosi. Secondo me il prete andava più capito che criticato – anche nella sua posizione umana di chi ha dovuto rinunciare alla sessualità carnale per scelta, come se fosse facile – e condannato. Come ho detto nel commento di prima, chi parla come lui pecca di rigidità di adesione ai principi tradizionali; se i religiosi fossero liberi di avere una propria vita privata e piuttosto di dare con questo il buon esempio alle coppie, anziché soffrire e reprimersi (a che pro ?) questi discorsi non sarebbero così fraintendibili e lui non si sarebbe perso nel suo discorso fin troppo moralista. Non ho niente da criticare oltre questo e le parole del prete hanno un fondamento (per quanto più superstizioso che allegorico) degno della migliore considerazione. Grazie [NdR] .
byb ha detto...
@NdR senza voler sminuire il significato profondo del tuo ragionamento ci sono alcune imprecisioni storiche: - la legge di Mosé, per quanto innovativa, è per molti versi paragonabile alle leggi del Codice di Hammurabi, di circa 500 anni precedenti; - la stampa di Gutenberg risale al 1456, e anche se in Europa erano già in corso ondate di rinnovamento, lo stesso Gutenberg scelse di pubblicare come primo libro una bibbia in latino. la predicazione "protestante" in senso accademico inizia con Lutero nel 1517. non è quindi il protestantesimo a far nascere la stampa, ma semmai è la stampa a favorire il protestantesimo. E comunque nel XVI, nel XVII e nel XVIII secolo la Serenissima Venezia, sebbene cattolica era tra i più importanti centri di stampa europei. Sebbene forse non era profondamente "assolutistica" e forse negava meno di altri paesi "il diritto di ogni individuo a poter dare un’interpretazione" di ciò che leggeva. Per contro, alcune nazioni protestanti furono assolutistiche, negando ai singoli individui la libera interpretazione ancora per qualche secolo. queste note, però non mi pare riguardino la sostanza del tuo ragionamento.
(NdR) ha detto...
. @ Byb Grazie; 1) non ho nè confuso nè distinto il "codice di Hammurabi" dai "10 comandamenti" ma ho detto che Mosè è una figura di mistico che, pur con l'infinito merito di aver imposto regole più civili e moderne, riflette ancora la mentalità dell' epoca, della quale trasmette ancora quell'aspetto brutale. Forse non l'ho scritto bene. 2) Spesso succede che il pensiero filosofico (e la corrente culturale che lo rappresenti con un nome) possa svilupparsi solo in un ambiente ad esso fertile (o meglio ne è proprio la manifestazione codificata) e che infine ottenga il successo dove altre proposte simili non avevano avuto che vita breve - ma ne avessero rappresentato i necessari presupposti (come gradini di una scala); e non che sia al contrario il movimento culturale creato a tavolino a cambiare i connotati alla società (anche se questo non esclude la dialettica continua tra la filosofia storica e la vita pubblica, che è di fatto la realtà delle cose). Questo non per evitare le critiche che mi fai e che indubbiamente merito, ma per puntualizzare sul fatto che, nella Storia dei fenomeni culturali, spesso cogliamo solo "la punta dell'iceberg" e per questo è innanzitutto presunzione da parte mia voler chiudere in due righe un fenomeno come il Protestantesimo: ad esempio non si sa che l'Islam in Arabia è stato preceduto da altri movimenti religiosi che ne hanno preparato l'avvento e non che, ecco l'Islam. Il senso del mio lungo preambolo storico era la premessa al concetto che quelle persone che si chiudono in un mondo mentale di regole, che pur hanno contribuito alla formazione dell' etica civile come la conosciamo (es. la Croce Rossa, che non si dichiara movimento religioso, è indubbiamente nato dallo spirito di compassione che, non vogliamo definirlo "cristiano", risente indubbiamente dell' educazione cristiana) pérdono di elasticità culturale e paradossalmente, proprio nell'ambito del Cristianesimo che parla di tolleranza, fanno invece la figura dei bigotti, e si fanno fraintendere, e magari non hanno mai affrontato personalmente e seriamente il discorso della sessualità (come qualcosa da bandire dalla vita mentale) e delle sue manifestazioni più "eterodosse" per cui, seppur con la BUONA FEDE che riconosco al Religioso della telefonata, dimostra purtroppo di non avere assolutamente le idee chiare sull'argomento. Ma ribadisco le mie attenuanti alle critiche contro di lui - e la mia contrarietà al dogma religioso di origine superstiziosa, ma non al Misticismo come Scienza a tutti gli effetti. Grazie ancora. [NdR]
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lunedì 30 marzo 2009

Perchè Dio non elimina il Male?

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Perchè Dio non elimina il male dal mondo?

è forse il "tempo" di , cominciare a porsi questo genere di quesito e domande?



Forse sì, a giudicare da questo nuovo, recentissimo film...


http://www.youtube.com/watch?v=Jug-4aVb2_s&feature=dir


Religiolus - Vedere per credere

Un film di Larry Charles. Con Bill Maher Titolo originale Religulous. Documentario, durata 101 min. - USA 2008. - Eagle Pictures data uscita 13/02/2009.


Un documentario satirico che propone il dubbio, ma che troppo soffre della "sindrome Michael Moore" .

Edoardo Becattini


Viaggio nel mondo delle superstizioni religiose viste con lo sguardo dissacrante del comico americano Bill Maher.



Voglio dimostrare che la religione è nociva

Bill Maher è un comico da noi poco conosciuto ma che negli Stati Uniti è da quasi vent'anni uno dei più noti protagonisti dei late night shows. Uno stand-up comedian che da sempre rivolge gran parte dei suoi monologhi verso una totale demitizzazione dei dogmi delle varie religioni del mondo, ogni volta demistificati attraverso lo strumento dell'ironia e rese vittime sacrificali delle sue caustiche punchlines. Accompagnato dal regista di Borat, Larry Charles, e dalla sua troupe, Maher compie un viaggio intorno al mondo intervistando vari esponenti di numerose religioni, da quelle più assurde ed improbabili che si annidano nell'entroterra americano, fino ai credo più istituzionalizzati e perciò considerati inviolabili. Politici e artisti devoti vengono ascoltati, anche addetti di un parco a tema della Florida inequivocabilmente chiamato “The Holy Land”. A questi Maher oppone in ogni occasione il suo personale credo del “dubbio” e della dissacrazione. Se si sospende per un attimo l'essenza del lavoro sul metalinguaggio che la categoria del “mockumentary” (il falso documentario) implica per necessità, Religiolus può essere a suo modo considerato un “mock-documentary”, nel senso più letterale del termine: quello di un documentario che elegge il verbo “to mock” a vero e proprio principio ispiratore.


D'altronde lo stesso titolo originale (Religulous) è un gioco linguistico e al tempo stesso una precisa dichiarazione d'intenti: si tratta di un documentario con un fine marcatamente canzonatorio, quello di mettere in ridicolo lo stesso concetto di religione. E Maher è il portavoce ideale di tale tipo di operazione. Motivato da una saggezza epicurea e da una retorica voltairiana, il comico americano parte da un principio incontrovertibile: la ratio deve sempre dominare sulla religio, la saggezza immanente deve sempre risultare superiore ad ogni superstizione trascendente. Maher e Charles avvalorano tale ipotesi partendo dal dato storico che le religioni non solo sono state per millenni “oppio dei popoli” per eccellenza, ma anche causa, supporto o giustificazione per guerre, eccidi, soprusi e morte.

Molte delle domande che Maher pone in questo documentario, fra un'intervista e uno sfottò con questo e quell'esponente religioso, sarebbe opportuno sentirle fare un po' più spesso al di fuori di una sala cinematografica, visto che quel che vi è all'esterno è un mondo che troppo spesso impone politicamente, culturalmente e storicamente l'idea di religione come “religione di stato”, punto di vista unico sulle cose e sulla natura. Il vero problema che un film come Religiolus pone, va al di là dei contenuti che promuove. Il film è poco più di un divertente e lungo spot in favore dell'agnosticismo, una forma di propaganda satirica che, sebbene parli ad una minoranza silenziosa che riguarda almeno il 10% di persone che abitano questo mondo, resta pur sempre propaganda mutuata sul linguaggio dell'infotainment televisivo. Contagiati così da una sindrome che vede in Michael Moore uno dei principali portatori virali, Maher e Charles non permettono alcuna dialettica possibile con lo spettatore, non invitano ad alcuna speculazione o riflessione che non finisca che con l'accentrarsi su di un cieco dibattito fra opposizioni stagne. Chi ride “con Maher”, ride perché il film ha il merito di interpretare il suo pensiero attraverso il filtro dell'ironia; chi ride “di Maher” (oppure non ride proprio), lo fa appellandosi alla faziosità, se non all'offesa o al dileggio personale. Il tutto nel nome di una crociata che vede scontrarsi senza riserve, da una parte e dall'altra, atei e devoti, pii e miscredenti, razionalisti e spiritualisti, iconoclasti ed iconofili, angeli e demoni. Ognuno diviso su posizioni che mai, neanche di fronte ad un giudizio universale, potranno incontrarsi.


Bill Maher e Larry Charles prendono di mira la religione. Religiolus, un documentario che spaventa divertendo




Bill Maher è un conduttore televisivo e un comico politicamente scorretto (così titolava il suo programma d’esordio) con un bersaglio prediletto: la religione. Larry Charles è sceneggiatore, produttore e regista; un titolo su tutti: Borat. Insieme hanno deciso di cimentarsi nell’epica impresa di sondare il ridicolo di proprietà delle credenze religiose, sollecitati dal ruolo che le stesse sono tornate a giocare nella politica dei massimi livelli, nelle parole di signori come George Bush e Bin Laden o Amadinejad, per esempio. Nei cinema italiani in 30 copie, a partire dal 13 febbraio, Religiolus , è il documentario che promette di spaventare divertendo o di divertire spaventando, muovendosi tra Gerusalemme e il Vaticano, le comunità di mormoni dello Utah, le moschee e i bar di Amsterdam, lo Speaker’s Corner di Hyde Park a Londra e il parco dei divertimenti a tema biblico di Orlando in Florida.


Al termine dell’anteprima romana per la stampa, la visione polemica del film si rinnova nel dibattuto tra Victor Magiar, assessore alla cultura dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane, Khalid Chaouki, fondatore dell’Associazione Giovani Musulmani d’Italia e direttore di
http://www.minareti.it/, Paolo Naso, curatore della rubrica televisiva Protestantesimo e direttore del mensile Confronti, e Raffaele Carcano, segretario dell’Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti.


DIBATTITO.

Quali sono le vostre prime impressioni dopo la visione di Religiolus?

Magiar: Il film non è un trattato di religione, pone simpaticamente delle questioni, ci mette in maniera disincantata di fronte a temi che andrebbero comunque indagati in maniera più approfondita. I concetti delle varie religioni vengono presentati in maniera tranchant e non sempre corretta; ho visto il film con amici di altre confessioni e su ogni cosa abbiamo trovato tutti molto da ridire. Una cosa però è certa: o le religioni recuperano il movente profondo per cui sono sorte (costruire società fondate sul rispetto dell'individuo e del dialogo tra le persone) o diventano strumenti di potere e di oppressione.


Chaouki: Mentre guardavo il film pensavo alle reazioni possibili degli altri musulmani. Possiamo considerarlo un film di stimolo, specie per quel che riguarda l’accettare un modo diverso di presentare temi forti. Qui lo stile in alcuni casi è irriverente, ma io non ho problemi in questo senso. Connota bene alcuni estremismi, le devianze, le manipolazioni, ma non riflette adeguatamente il punto di vista delle religioni in esame, e dell'Islam in particolare.

Naso: Premetto che io sono un credente, una sorta di Ned Flanders dei Simpson. Nel film, la denuncia del dogmatismo mi pare salutare, così come il pluralismo religioso. Non a caso i paesi indagati sono gli Stati Uniti e l'Olanda, dove questo pluralismo esiste, non come in Italia, dove il confronto è sempre e soltanto tra credenti e non. L’assunto più importante, però, è quello che individua lo scontro non tra le religioni ma nelle religioni, all'interno delle comunità di fede, tra una visione ottusa e una dialogica. Non capisco invece l'omelia finale del film, che vuole far quadrare il cerchio, proponendo in fin dei conti un sistema chiuso, quando la ricchezza del discorso fino a quel momento stava proprio nel sollecitare il dubbio.

Carcano: Il film ha un doppio livello di lettura: quello semplice della critica al fondamentalismo religioso, quasi folcloristico, in cui il protagonista si limita a fare da spalla al personaggio di turno, e un secondo livello, quello dei temi all'ordine del giorno, primo fra tutti la possibilità di poter criticare le religioni. Quando invece cerca di entrare nella critica scientifica finisce fuori luogo. Noi abbiamo chiesto recentemente, a Genova, di poter scrivere sugli autobus “la cattiva notizia è che Dio non esiste, quella buona è che non ne hai bisogno” e si è infiammata la polemica. Perché? È necessario per una società avere una morale religiosa? Questo è un altro tema attualissimo. Chi fa parte di una religione che non è quella predominante non ha spazio in una società come la nostra. L'invito ai moderati delle varie religioni ad esporsi maggiormente è molto importante, perché il film ha un linguaggio accessibile ai giovani e le scelte fondamentali sulla propria esistenza si compiono da giovani.


Più o meno tutte le religioni non sopportano di essere derise, ma l'islam addirittura minaccia di morte chi lo fa, come nel caso di Rushdie o delle vignette su Maometto.

Chaouki: Il contesto dell’Islam in Occidente e in Italia è quello di una minoranza che non è stata ancora riconosciuta istituzionalmente e non ha spazi pubblici di comunicazione e di culto. È la seconda minoranza del paese ma si fatica a riconoscerla come cittadina. È chiaro che in questo contesto hanno buon gioco le frange fondamentaliste. Questo non giustifica la violenza, con i giovani musulmani stiamo facendo un grande sforzo in questo senso, ma bisogna capire che tutte le negazioni (che il Corano sia un libro di pace, ad esempio) fanno il gioco degli estremisti.


Naso: Il film richiama alcuni temi che sono oggetto di scienza, fanno parte di quella che noi chiamiamo la critica alla religione e su cui si ragiona anche nelle comunità teologiche. Il 25 dicembre è una data convenzionale, tante situazioni bibliche sono simboliche, si spiegano antropologicamente prima che religiosamente, ma il film non è corretto quando attribuisce per primi ai cattolici la collocazione storica di certe espressioni; non sono stati loro i primi a farlo.

Magiar: Noi ebrei le vignette ce le facciamo da soli. Ma il discorso cambia quando le polemiche non riguardano questioni teologiche ma politiche, come nel caso del paragone tra la situazione in Medio Oriente e i campi di concentramento nazisti. Il nodo che porta alle esperienze fanatiche è la combutta tra religione e politica, il guaio è tutto lì.


Come siamo arrivati, all'inizio del nuovo millennio, al recupero di un clima tanto buio?

Magiar: Quando fu fondato lo stato di Israele, Ben-Gurion suggerì di aspettare prima di redigere la costituzione, per evitare di litigare con rabbini e religiosi. Diceva: “fra qualche decennio non ci saranno più”, ma è avvenuto tutto il contrario. Ci sono stagioni in cui gli uomini riescono a ragionare e altre no. L'ebraismo può essere spiegato in tre parole: “perché”, “ma” e “se”. Senza se e senza ma, non c'è il pensiero. Se l'ebraismo perde i se e i ma diventa una dottrina di fanatici. Moderati non significa niente, io non amo i moderatamenti onesti o i moderatamenti simpatici, è una categoria della politica prestata ad altre categorie -tra cui la religione- ma il confronto vero è quello tra persone ragionevoli e persone fanatiche. Dobbiamo sapere che la religione è una cosa e la politica è un'altra; nella zona grigia (staminali, embrioni, ecc.) bisogna entrare in punta di piedi, consci che non abbiamo la risposta in tasca.


Naso: Tutti i ricordiamo la battuta di Woody Allen “Marx è morto, Dio è morto e anch'io non mi sento tanto bene”, ma oggi non funziona più. È evidente che Dio non è affatto morto: l'orizzonte religioso è tornato ad essere attualissimo. Negli anni ‘70-‘80 si è proceduto ad una secolarizzazione superficiale, ma l'umanità non vive senza le domande fondamentali; così, in assenza di competitor ideologici forti, le proposte di fede sono diventate delle ideologie di fede, talvolta totalitarie. Certo, la politica ha cavalcato questo segmento del mercato, ma non è solo colpa della politica. Il tema vero del film è la critica all'occupazione da parte delle religioni dello spazio pubblico in modo eccessivo e pericoloso.

Carcano: La secolarizzazione dilagante, il pluralismo religioso e la crescita della libertà di espressione hanno provocato nelle religioni questa risposta fondamentalista, che non era l'unica risposta possibile. L’altra risposta è l’ascolto, il dialogo.


preso da qui:
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56632


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Intervista a Bill Maher, attore e ideatore del documentario-inchiesta sulle fedi monoteiste
In sala da domani.

"Voglio mostrare la violenza dei fondamentalisti di ogni fede"

"Religiolus" contro tutti i fanatismi
"Usate la ragione, non la religione"

"Gli attacchi delle chiese? C'è tanta gente che mi ringrazia per quello che dico"
di SILVIA BIZIO




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Bill Maher (a sinistra) nel film



LOS ANGELES - "Smettete di credere o ne soffrirete le conseguenze". Ecco la sintesi di un film-documentario divertente e tosto come Religiolus, che in Italia arriva domani, distribuito in 30 copie dalla Eagle Pictures. Diretto dal regista di Borat, Larry Charles, concepito e interpretato da Bill Maher, noto comico televisivo americano, il film è un'allegra inchiesta tra gli aspetti più controversi, inquietanti e talora ridicoli (da cui il titolo) delle tre religioni monoteiste, cristiana, ebraica e musulmana. L'obbedienza al dogma religioso, il fanatismo sono da anni bersaglio dei talk-show tv di Maher, da Politically Incorrect all'attuale Real time with Bill Maher. "Nel film mi premeva affrontare la demistificazione del tabù religioso - spiega Maher, 52 anni - Parlare di un argomento delicato, per molti addirittura incendiario, facendo al tempo stesso ridere".

Con Religiolus, Maher conduce lo spettatore dal cuore puritano dell'America "redneck" alla libertaria Amsterdam (turbata oggi da nuovi conflitti etnico-religiosi), dalla Terra Santa al Vaticano, intrattenendo conversazioni, spesso ilari, con seguaci di ogni fede e mettendo in discussione qualsiasi "prova" dell'esistenza di Dio, toccando anche temi come l'omosessualità. "C'è un prete - racconta Maher - che per mezz'ora ha proclamato davanti alla cinepresa l'inesistenza dell'omosessualità e poi confessa la propria tendenza sessuale...".

Maher, cosa spera di fare con un film come Religiolus?


"Voglio dimostrare che la religione è nociva alla società e potenzialmente in grado distruggere la nostra civiltà. Io spero che questo film possa sortire un effetto pari se non maggiore di quanto abbia avuto sull'ambiente Una verità scomoda di Al Gore. Spero solo che possa stimolare un dibattito civile e ragionevole".

Nel film lei dichiara esplicitamente che l'Islam è strettamente connesso alla violenza fondamentalista.
"Sì, ma spero che qualcosa possa cambiare in futuro. L'Islam si trova oggi dove il Cristianesimo si trovava nel 1400, quando cominciò gioco forza ad aprirsi e illuminarsi".

Teme che il film possa renderla bersaglio di attacchi da parte degli integralisti?
"Preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio. Ma non crediate che tutti ce l'abbiano con me: c'è un sacco di gente che mi ringrazia per quello che dico. Basterebbe che gli agnostici si organizzassero un po' meglio, come fanno i religiosi".

Lei ha realizzato Religiolus prima delle elezioni presidenziali Usa. È cambiato qualcosa?
"Il cambiamento epocale che tutti ci aspettiamo dal presidente Obama deve ancora avvenire. Detto questo, la tematica religiosa e il concetto di fede sono sempre attuali. Il fanatismo dogmatico non è mutato di una virgola da secoli e la tentazione fondamentalista sembra più forte che mai. Per me nessun fondamentalismo è migliore dell'altro: sono tutti aberranti".

Lei è ateo?
"Preferisco definirmi un realista. Sono figlio di un padre cattolico e di una madre ebrea, ma resto convinto che ai fenomeni della natura ci debba pensare la scienza, non la religione".

Anche col film lei sembra dire che il fondamentalismo avanza in America e nel mondo. Conferma?
"Certo. Mi fa ancora paura pensare che noi americani siamo stati guidati per otto anni da un presidente anti-intellettuale, anti-scientifico, maniaco di Gesù Cristo, che ci ha condotti in una palude putrida e stagnante. La separazione tra Stato e Chiesa promulgata dai nostri padri fondatori s'è persa per strada. E quanti altri paesi si trovano in situazioni simili? Il mio monito è soprattutto ai governanti: ricominciante di nuovo a governare con la ragione. Non con la religione".

(12 febbraio 2009)

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/spettacoli_e_cultura/religiolus/maher-intervista/maher-intervista.html


giovedì, febbraio 19, 2009

"Religiolus"

Se volete vedere un altro film di quelli tranquilli tranquilli, andate a vedere "Religiolus", possibilmente prima che lo tolgano dalle sale (in tv non lo vedremo mai, temo).
E' un documentario alla Michael Moore, diretto dal regista di "Borat" Larry Charles: capirete dunque il tono sbeffeggiante del film.
Il protagonista, Bill Maher, è un comico famoso negli USA, ma semisconosciuto qui da noi, che, sempre sbalordito dalle certezze dei credenti, se ne va in giro per il mondo ad intervistare fedeli e prelati, gente comune e santoni, ex-gay convertiti all'eterosessualità cristiana e capi religiosi più o meno riconosciuti (c'è anche uno che si spaccia come il nuovo Messia). Le sue domande sono semplici e vertono tutte sulle incongruenze e le contraddizioni dei testi sacri e sui dogmi inventati dall'uomo di sana pianta (la verginità di Maria, ecc...).
Le risposte di solito non arrivano e se arrivano sono frasi fatte, non c'è un minimo di ragionamento dietro, tutto viene spiegato con il "mistero della fede".
Le religioni prese di mira sono principalmente le tre monoteiste maggiori (cristianesimo, ebraismo e islamismo). Ma si imbatte anche nei mormoni e nei seguaci di Scientology.
La sua tesi è semplice: qualunque religione si basa su certezze e su nessuna prova. Dunque come faccio io a credere in una di queste? E perché dovrei scegliere l'una rispetto all'altra? Ognuna di queste detiene la Verità con la V maiuscola e chi non ha fede in lei è destinato (sappiamo bene a cosa). Perché nessuna di queste pone un accento sul dubbio?
Alla fine la sua conclusione (inquietanti gli ultimi 5 minuti) è che le religioni (tutte, nessuna esclusa) così piene di certezze e così prive di dubbi (l'unica cosa che porta davvero al ragionamento e alla comprensione di sé e dell'altro) siano letali all'umanità e stiano avvicinando l'uomo alla sua fine. E chiede a tutti coloro che fanno parte di qualsiasi associazione, partito, società che appoggi una di queste religioni violente, razziste, omofobe di dissociarsi e combatterle.
Divertente, inquietante, stimolante, farà arrabbiare i credenti, ma è una gioia sentir dire a chiare lettere certe cose. Non perdetelo!
Luca

http://fate.splinder.com/post/19889031/




Recensione

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Bill Maher, dio ce lo conservi. Anzi no, visto che è ateo, grazie a dio. Ops, due lapsus. E già perché se esiste o no un essere supremo - e nel mondo ce ne sono a valanga, dalle divinità dei monoteismi fino a Diego Armando Maradona che ha una chiesa e una religione dedicate a lui - sarebbe contento di avere un contraddittorio da smentire. Figli e profeti dei vari dei lo sapevano e sopportavano (“perdonali, non sanno quel che fanno”, lezione che nessuno ha ancora imparato), i loro seguaci nei millenni, tra inquisizioni, fatwe, guerre sante, o semplicemente insistenti intrusioni in stati laici, hanno fatto dell’assenza di comprensione, di perdono e del rifiuto di pluralità di fede e pensiero un sistema. C’è chi diceva che la religione era l’oppio dei popoli - pur essendo lui stesso profeta di un’altra, non spirituale, altrettanto allucinogena - e Bill Maher ci mostra i suoi spacciatori. Ebreo di madre cristiana - «andavo in confessionale con l’avvocato» si lancia in un on the road diretto da Larry Charles, all’interno dell’America delle mille surreali confessioni e degli opposti fanatismi. Ma si spinge anche in Vaticano e in Iran, non risparmia (presunti) amici e nemici, in nome di un ateismo sorridente e razionale. Mostra la benevolenza che ai suoi interlocutori e avversari manca (vedi il boicottaggio degli adesivi in Italia), dotati, di contro, di un senso dell’umorismo involontario e tragicomico. Materiale di repertorio ben montato, interviste e battute, Charles dopo Borat - Sacha Baron Cohen, segue Maher, in un’escalation di autocritica collettiva dell’America profonda, e non solo. Sferzante, a volte furbo, intelligente: un piccolo Vangelo di chi non crede.

Autore: Boris Sollazzo

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http://angolofilm.blogspot.com/2009/06/recensione-religiolus-2008.html


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Lo Stato delle Cose

"Religiolus - Vedere per credere" di Larry Charles

Mostruosamente ridicolo

di Nicola Cupperi
Pubblicato mercoledì 21 gennaio 2009 - NSC anno V n. 8

Bill Maher è un comico statunitense, e lo è diventato superando l’handicap di essere solo mezzo ebreo. Cresciuto in una famiglia religiosa, ma praticante solo fino a un certo periodo della sua adolescenza, col passare degli anni e con l’arrivo della maturazione Bill si è reso conto del seguente fatto: le religioni - o meglio, il concetto stesso di religione - è un’incredibile truffa, è quanto di più falso, ma anche deleterio, l’uomo sia riuscito a creare.

Partendo da questo presupposto, Maher si è fatto coinvolgere dal regista Larry Charles (lo stesso di Borat: studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan) e ha intrapreso un viaggio in giro per il mondo (mantenendo come base logistica gli Stati Uniti, di per sè fonte infinita di bigottismo religioso e quindi, usando un paradosso, manna dal cielo per Maher e Charles) con lo scopo di dare un senso concreto al neologismo scelto come titolo: Religulous, fusione a freddo delle due parole inglesi religious e ridiculous. Le religione, quindi, il concetto di religione viene attaccato con enfasi da Bill Maher, il quale si propone un unico e importante scopo, ovvero quello di riuscire a far comprendere quanto sia importante liberarsi della certezza e abbracciare il dubbio, non adagiarsi su una comoda verità ma affrontare il duro assioma che recita che niente è certo.

Bill Maher quindi prende a vagare per tutto il mondo, telecamera appresso, nel tentativo di mostrare e dimostrare il ridicolo insito nei tre dogmi religiosi monoteisti principali, ma di certo non si tira indietro di fronte a ottime assistenze fornite da qualche esagitato protagonista di strambi movimenti settari; si passa quindi dalle frange più estermiste del cristianesimo americano - un ex omosessuale redento, sposato a un’ex lesbica redenta, che ha fondato un’agenzia per convincere i gay a passare dalla parte giusta della barricata; un senatore degli Stati Uniti convinto sostenitore dell’inattendibilità della teoria sull’evoluzionismo e del fatto che i politici americani non debbano essere obbligati a passare dei test di intelligenza; il fondatore del museo di storia naturale biblica e cristiana, nato per insegnare a tutti i credenti la vera storia dell’uomo secondo quanto scritto sui testi sacri; un parco divertimenti a tema cristiano in Florida dove è stata ricostruita l’antica Gerusalemme e dove ogni giorno va in scena uno spettacolo sulla passione di Cristo - passando ovviamente al setaccio altri gruppi minori come ad esempio quello della Chiesa Mormone e quello di Scientology (appaiati in questa recensione, e nel film, a causa della comune credenza dell’origine aliena degli esseri umani).

Bill Maher, ahiloro, tocca in sorte anche al giudaismo e all’islamismo; così si vola a Gerusalemme per dare un’occhiata a un negozio di strambi aggeggi tecnologici utili ad aggirare le imposizioni sul riposo assoluto dello Shabbat senza però violare alcuna regola. Il discorso sul’islamismo, a rigor di logica, dovrebbere essere circuito con un po’ più di tatto; ma il comico si dimostra decisamente democratico nelle sue sferzate e, anzi, rincara la dose per quanto riguarda il discorso sui seguaci di Maometto, tendendo a stereotipare e fare di tutta l’erba un fascio.

Discorso a parte meritano i veri e propri truffatori e millantatori. In questo caso, e se per alcuni potrà sembrare una pecca altri invece lo troveranno in linea con la filosofia del film, il gruppo di autori che sta dietro alla pellicola ha deciso di non ritagliare uno spazio particolare per parlare di questi personaggi, in modo da isolanrli dal contesto e dissociarli quindi dal discorso religioso in generale; in questo modo, ed è una scelta in tutto e per tutto poetica, si decide di non discriminare i diversi livelli di responsabilità, lanciando di conseguenza un forte segnale. Nell’ambito dei ciarlatani si va dal discendente ufficiale di Gesù Cristo, un portoricano che vanta più di 100 mila seguaci, fino a un reverendo che predica la santità del vangelo prima di sponsorizzare il DVD di educazione religiosa da lui prodotto. Certamente non manca lo spazio dovuto a chi, all’interno del mondo della religione, agisce con coscienza, intelligenza e razionalità riuscendo a mantenere intatta la propria fede. Questo spazio è occupato da un monsignore americano stanziato in Vaticano, che da anni si preoccupa di monitorare la ricerca scientifica; dalla sua bocca giungono parole di conforto sull’inattendibilità scientifica della Bibbia e sull’effettiva veridicità delle teorie neo-evoluzionistiche, confermata anche da Papa Giovani Paolo II.

Maher e Charles, in sostanza, danno vita a un buon prodotto, a un film vivo, divertente, insinuante, che sferza con ironia e intelligenza. A livello registico il ritmo del film è affidato da un lato dalla verve comica di Maher, dall’altro a un saggio uso di un montaggio alternato che va ad accostare ai materiali audiovisivi originali immagini di repertorio stridenti che creano un’ilarità istantanea e dissacrante. C’è da dire che Religulous non si avvicina nemmeno lontanamente, o meglio non ha il benchè minimo interesse nell’essere un reportage giornalistico accettabile e averne quindi l’autorità e la valenza. Assomiglia in maniera maggiore a un’operazione come quella di Borat ed è possibili che susciti, al momento della sua distribuzione italiana, gli stessi accesi dibattiti. La causa principale di questa presa di posizione così decisa è che, con molta probabilità, il film rischia di rimanere un mero divertissment dedicato esclusivamente a quel bacino d’utenza che già è convinto delle idee sviluppate nella pellicola.
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Il maratoneta agnostico
Il comico americano Bill Maher accompagna lo spettatore in una maratona irriverente nei luoghi più sacri del mondo e interroga i religiosi di ogni credo sull’esistenza di Dio. Il sarcasmo di Maher, guidato dalla mano registica di Larry Charles, regala due ore di graffianti e provocatorie sequenze. Un documentario per ridere e per riflettere.

Il dubbio è umile
“Il dubbio è umile”, si dice in conclusione del documentario Religiolus che riecheggia nel titolo la natura scettica che lo sostanzia (religious + ridicolus). Eppure, pare che d’incertezze nel film di Larry Charles, noto al pubblico per avere diretto Borat, non ce ne siano poi molte. Il film è un documentario a tesi, una beffarda e accattivante dimostrazione dell’assurdità e della ridicolaggine delle religioni monoteiste. Il comico americano Bill Maher accompagna il pubblico nei luoghi di culto più noti al mondo e, sostenuto da una pungente battuta, dal fotogramma di un film hollywoodiano, oppure da una sequenza di un recente reportage, intervista esponenti cattolici, musulmani ed ebrei, raccogliendo opinioni di ogni genere, per poi commentarle con sarcasmo e sagacia.
Religiolus è divertente, non c’è che dire: non ci si annoia. Grazie a un montaggio impertinente e gustoso, alla maniera di Micheal Moore, il docu-film scorre via, punzecchia credenze e miti, scardina le incongruenze filologiche dei testi sacri. “Il film potrebbe non essere di gradimento per chi è religioso”, afferma il regista. Non è detto. Religiolus, in fondo, prende di mira gli aspetti dottrinali, gli apparati, il nesso fra politica e religione, fra stato e religione, le chiese sorte dal nulla, le interpretazioni facilone, e ne offre una visione razionalista. La panoramica della realtà religiosa, in special modo di quella d'oltreoceano, che Bill Maher offre allo spettatore, è talmente grottesca e paradossale da sembrare incredibile. Che dire dei predicatori americani che si manifestano come discendenti di Cristo, o di quelli che mischiano il mondo alieno con quello cristiano? Che dire di chi elegge la marijuana a nuova chiesa? Che dire di Holy Land, il villaggio luna park dedicato a Gesù che si trova in Florida e che pare la versione “sacra” di Disneyland? Il graffio di Larry Charles non risparmia nessuno, nemmeno noi italiani che confondiamo le cose e pieghiamo anche il cattolicesimo al nostro notorio individualismo. L'interesse di Religiolus non è tanto nella teoria che difende, quanto proprio nel suo carattere documentaristico e nelle assurdità che vengono riprese perché realmente esistenti. Le battute canzonatorie e le "note" impietose a latere di Bill Maher sono l'unico commento possibile al nonsense che appare sul grande schermo. Parole e immagini si passano la palla e il gioco funziona perfettamente. L'irriverenza punta il dito sulla faciloneria, e il risultato è ottimo.
Angelica Tosoni


http://www.spaziofilm.it/content/archivio/articolo_dvd.asp?id=6726
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dal Forum della UAAR:

Re: Religiolus - Vedere Per Credere finalmente in italiano

Nuovo messaggiodi renus » lunedì 31 agosto 2009, 12:53

comunque, il film affronta con un'arma molto tagliente l'argomento.. l'ironia e lo sbeffeggiamento della stupidità.

mi pare un buon film e soprattutto una mosca bianca nel panorama della comunicazione... è nello stile di chi lo ha concepito e credo che possa essere più efficace di molti sistemi di esposizione più razionali per il target a cui si potrebbe rivolgere.

inoltre, solleva la questione di far sollevare una coscienza contro questo sistema, di dare voce a chi non vuole questo genere di intromissione delle fedi, nella propria vita... non mi pare per niente da sottovalutare o sminuire per alcune piccole imperfezioni.
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Se la risposta è Cristo, la domanda è sbagliata. -DL

Dietro ogni affermazione fondata solo sulla risposta emotiva degli uditori vi è un uomo che considera gli uditori una manica di idioti.

betulla
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nota: il film in Italia è stato censurato; com'era prevedibile, dopo pochissimo dalla sua uscita è stato subito tolto dalle sale.

Per chi lo cerca via internet, o cercasse di scaricarlo, vi dico subito che in italiano non si trova alla data, e quelli che trovate sono virus o porno.

Il mio consiglio: se non ci capite un'acca di inglese (nella lingua originale, si trova, eccome!), provate allora con lo spagnolo o il francese, molto piu simili. In questo caso, dovete cercarli col loro titolo tradotto; eccoli:

SPAGNOLO = Religulous.

FRANCESE = Relidicule.

Per ultimo; sempre in inglese, eccovi una panoramica di altri film-parodia sulla Religione.

http://en.wikipedia.org/wiki/Religious_satire

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FILM sottotitolato in Spagnolo.




http://religiolus.altervista.org/
http://files.filefront.com/Religulousrmvb/;13631837;/fileinfo.html

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FILM sottotitolato in Italiano.




film Religiolus sottotitolato in italiano: dove scaricarlo?
fate il
download qui
http://religiolus.altervista.org/
http://files.filefront.com/Religiolus+Sub+Itaavi/;13638457;/fileinfo.html


Se lo dovessero togliere, scaricatelo in inglese (si trova) e mettetegli voi i sottotitoli italiani, come spiegato qua: http://www.italiansubs.net/Sottotitoli/View-details/Film/Religulous.html
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ALTRO MIO POST RELAZIONATO:
http://betullablu.blogspot.com/2009/04/lo-sbattezzo.html
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Sulla Censura di Religiolus:

vi copio queste interessanti informazioni tratte da qui
http://www.sonego.net/religione/dove-si-puo-trovare-religiolous/
Scritto da giovanni il giorno 15 aprile 2009
Argomenti: ,

Dove si può trovare Religiolous?

Risposta facile… Al momento da nessuna parte.
Il film/documentario di Bill Maher “uscito” nelle sale italiane in febbraio, in realtà non si è mai visto. A Modena non è mai arrivato. Ho tenuto d’occhio le sale dell’Emilia Romagna ed è uscito solo in due cinema: uno a Bologna e uno a Rimini. Per una sola settimana. Poi è scomparso. Introvabile anche con eMule o in DVD.
Le tante persone che come me lo aspettavano, sono state deluse. Tanto clamore per nulla… Come non pensare ad una forma, piuttosto subdola, di censura?



Protestare con il distributore italiano

Non ci resta che
scrivere alle Eagle Pictures SpA, il distributore italiano di Religiolous, per sollecitare l’uscita in DVD. Io l’ho appena fatto, adesso tocca a te.



5 risposte a “Dove si può trovare Religiolous?”

  1. Alessandro Ronchi ha scritto:
    Il 27 Aprile, grazie alla collaborazione dell’UAAR, uscirà a Forlì presso il Cinema saffi alle ore 20.45 ed alle 22.30. Diffondiamo la notizia!
  2. giovanni ha scritto:
    Grazie Alessandro,
    pur essendo relativamente vicino, non credo che verrò a Forlì per assistere alla proiezione di Religiolous, però ho comunque diffuso la notizia e spero in un pienone.
    Ho anche girato l’informazione all’UAAR di Modena, invitandoli a prendere contatto con l’UAAR di Forlì, per cercare di replicare l’iniziativa anche a Modena.
  3. Christian ha scritto:
    Hai ragione al 100%, anch’io l’ho aspettato invano, pare che in Italia sia stato proiettato solo in 30 sale, in Toscana dove vivo solo in un cinema di Firenze, e per pochi giorni. E poi si parla di libertà di stampa e di espressione? Questa è subdola censura che richiama alla memoria il ventennio fascista!!!
  4. Luca ha scritto:
    A Ferrara verrà proiettato mercoledi 6 e giovedi 7 alla Sala Boldini, un cinema (l’unico) d’essai in città. Per il resto ci sono solo due multisala…
  5. Stefano ha scritto:
    Su eMule si riesce a trovare, in versione originale coi sottotitoli, ma è pur sempre qualcosa.

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ALTRO MIO POST RELAZIONATO. - SULLO SBATTEZZO.
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ED, INFINE, ECCOVI UN ALTRO INTERESSANTE VIDEO A TEMA

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CLICCA QUI PER IL DOWNLOAD DIRETTO SUL TUO COMPuter.
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http://www.divshare.com/flash/video2?myId=7888001-97
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Il Profesor Corrado Malanga, sembra l'unico capace di dare "certe risposte" o, almeno, in grado di "affrontare" certi argomenti... Potrebbe passare alla storia come "L'Uomo delle Risposte".. agli inquietanti interrogativi esistenziali della Vita... .
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E chissà che, in fondo, i suoi studi non siano in grado veramente di svelare le Verità Nascoste..
betulla.




Aggiornamento 1-12-2009:

Dove trovare il film Religiolus doppiato in italiano?
il film è uscito finalmente in italiano, doppiato voglio dire, in DVD.
Lo potete comprare qui, su questo sito:
(segnalazione del Gruppo UAAR).

Se volete scaricarvelo, invece, qualcuno lo ha uploadato qui:
(ovviamente, la qualità, è un po' più bassa)
http://www.filefront.com/15039271/Religiolus%20ita.avi
http://www.megaupload.com/?d=708GNBWW
http://www.divshare.com/download/9569816-fd7
http://depositfiles.com/files/ch0yyq96v

Oppure, potete vedervelo tutto in streaming senza pagare; qui:
http://megastreaming.org/
basta mettere li l'url di megavideo
(http://www.megavideo.com/?v=91D4S2SQ)

Vi si bloccherà a 31 e 72 minuti, ma basta premere il tasto rosa sopra il video e poi risistemare la barra al minuto desiderato e andare avanti.


buona visione a tutti.

betullablu


Aggiornamento 23-12-09

Vi segnalo la lettera che Alessio ha segnalato sul suo blog, che vi fara capire tante cose.. -

http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDiAlessio/~3/A9miOiNpRvI/lettera-radio-maria.htm