domenica 26 aprile 2009

Animali innamorati


Se volete vedere le immagini piu belle di animali in amore, che si fanno le coccole e si vogliono bene...
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vi consiglio caldamente di vedervi il documentario:
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"Gli animali innamorati" di Laurent Charbonnier.
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Eccovi per intanto alcune dolci foto, alcune delle quali tratte dalle sue scene:
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https://picasaweb.google.com/rioblublublu/AnimaliInnamorati


di seguito, invece, una raccolta di foto di cuccioli teneri, di vari animali:

https://picasaweb.google.com/rioblublublu/Cuccioli
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betulla
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ps: altro Film bello sullo stesso tema, è anche "Milo and Otis" (Las Aventuras de Chatran), le cui scene sono state recentemente remasterizzate sulla Musica dei Sigur Ros. (Al contrario del primo film, però, questo ha avuto molte critiche in quanto sospettato di aver maltrattato e ucciso animali, per le sue scene).
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Su You-Tube, si trovano ancora spezzetate in piu Upload (sia quelle del film che quelle del gruppo islandese) purtroppo come sempre non in italiano, ma in inglese, francese, o spagnolo. Accontentatevi! Daltronde le scene, ci parlano veramente da sole...
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http://www.youtube.com/watch?v=-kuuuGmYqoQ
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=Milo+and+Otis+Sigus+Ros&aq=f
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Download
qui:
http://files.filefront.com/AnimalsInLove2007avi/;13696325;/fileinfo.html



AGGIORNAMENTO 5/05/11:

Abbiate pazienza, ma
Picasa-web mi ha appena censurato tutti i miei Album pubblici,
dove vi avevo messo tutte queste belle foto carine..
Ora cerco di riproporvele da un'altra parte.
Prendetevela con loro..
Mi hanno censurato senza nessun motivo logico e,
soprattutto, senza nessunissimo preavviso..
Sono desolata.


AGGIORNAMENTO 8/05/11:

Ok! Vi ho appena aggiornato i link, ho creato altri Album, speriamo solo che questa volta rimangano online!
Magari, cerco di farne anche altre copie non su Picasa, nel dubbio..

A presto!!

betulla
 

AGGIORNAMENTO 25/04/12:


PlayList su Youtube
di Video con Animali teneri :-) ..

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Stampa in PDF
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venerdì 17 aprile 2009

X Files il vero finale ..

X Files il Film La Verità

Scena Tagliata con Bush:
eccovi il vero finale...

video

DOWNLOAD QUI
http://www.divshare.com/download/8054998-11e

http://www.megaupload.com/?d=4OB3QPNV
http://www.filefront.com/14175149/X%20Files%20scena%20tagliata.avi


La scena è stata tagliata, in quanto al suo interno appare Bush Jr. presidente,

che però essendo in inglese non ci capisco un acca... e non posso quindi dirvi cosa dice..

qualcuno lo ha postato qui.
http://zonaprova.altervista.org/X Files scena tagliata.avi
(ricordatevi di fare copia incolla col mouse, non di cliccarci su).


Ora: SE QUALCUNO ME LO PUO' TRADURRE..
Grazie.

Locandina del Film:
http://www.movieplayer.it/serietv/2/x-files/stagione-9/the-truth/


La verità - X-Files, Stagione 9 (Titolo originale: The Truth) L'episodio La verità è il numero 19 della Stagione 9 di X-Files. Ma è lungo quanto un film, rispetto ai soliti episodi. E' diretto da Kim Manners. E' stato trasmesso per la prima volta il 19.05.2002.
http://www.movieplayer.it/serietv/2/x-files/stagione-9/the-truth/

betulla



Anonimo ha detto...

il presidente dice: cosa vuoi che faccia? la verita e` venuta fuori...
E l`altro gli risponde : la verita era fuori da sempre ma la gente non vuole crederci.
traduzione a grandi linee :-)

rosa blu ha detto...

Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!! :-D !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Smack! Smack!! :-*

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Stampa in PDF
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martedì 14 aprile 2009

Lo Sbattezzo



Eccovi un interessante post, preso da qui:

http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

Lo Sbattezzo
come cancellare gli effetti civili del battesimo


CHE COS’È IL BATTESIMOIL PEDOBATTESIMOIL BATTESIMO COME ADESIONE ALLA CHIESA CATTOLICAL’APOSTASIAPERCHÉ CANCELLARE GLI EFFETTI DEL BATTESIMO?L’ASSOCIAZIONE PER LO SBATTEZZOL’INIZIATIVA GIURIDICA DELL’UAARIL SUCCESSO DELL’INIZIATIVA GIURIDICA UAARCOSA BISOGNA FARE PER NON ESSERE CONSIDERATI PIÙ CATTOLICI?ALTRE RELIGIONILO SBATTEZZO ALL’ESTEROPERCORSI DI APPROFONDIMENTOPASSAPAROLA SULLO SBATTEZZO

CHE COS’È IL BATTESIMO
Stando al Catechismo della Chiesa cattolica (n. 1213), il battesimo è il mezzo «mediante il quale ci si libera dal peccato e, rigenerati come figli di Dio, si diventa membra di Cristo, ci si incorpora alla Chiesa e resi partecipi della sua missione». Come un bambino di pochi giorni possa essere reso partecipe della missione della Chiesa resta, ovviamente, un mistero della fede.
Va ricordato che il battesimo è un rito largamente estraneo alla narrazione evangelica: gli unici passi espliciti (Mt. 28,19, Mc 16,15) sono spesso considerati dagli studiosi come un’aggiunta posteriore; i passi di Gv. 3,22-26 sono contraddetti da Gv. 4,1. Gesù, pur battezzato da Giovanni, stando al Nuovo Testamento personalmente non battezzò mai nessuno, né tanto meno risulta siano mai stati battezzati gli apostoli.

IL PEDOBATTESIMO
Gesù decise di farsi battezzare solo quando ebbe compiuto trent’anni. Anche agli albori della cristianità il battesimo veniva impartito agli adulti, e solo dopo un congruo periodo di catecumenato. Anzi, molti fedeli rimandavano addirittura il battesimo fin quasi in punto di morte, per presentarsi “puri” nell’aldilà.
Successivamente, con l’affermarsi della nuova religione, il rito venne gradatamente anticipato agli infanti (di qui il nome di “pedobattesimo”), anche in seguito all’elaborazione teologica del peccato originale, tuttora in vigore. Ancora oggi, infatti, la Chiesa ritiene che i bambini «nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale» e hanno bisogno del battesimo «per essere liberati dal regno delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio» (dal Catechismo della Chiesa cattolica, n. 1250).
Se un neonato non ha la potestà legale di stipulare alcun atto, non si capisce a maggior ragione perché debba compiere, dopo pochi giorni di vita, una scelta che potrebbe pregiudicarne - da un punto di vista religioso - l’accesso al paradiso.

IL BATTESIMO COME ADESIONE ALLA CHIESA CATTOLICA
La Chiesa cattolica, nel corso della sua storia, ha spesso abusato del battesimo per ottenere “conversioni forzate”, soprattutto nei confronti degli ebrei. Ancora oggi il Codice di diritto canonico, al canone 868, stabilisce questa assurda norma: «il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori»! Qualora si verificasse, i genitori dello sfortunato bambino potrebbero denunciare il battezzante per violazione dell’art. 30 della Costituzione.
Ricordiamo che tale articolo stabilisce che «è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i propri figli». Attenzione, però: “istruire” non significa affatto “imporre”. Insegnare ai proprî figli la verità della religione cattolica non deve quindi avere come automatica conseguenza l’adesione vita natural durante alla Chiesa cattolica, così come insegnare ai proprî figli il gioco degli scacchi non deve comportare l’iscrizione vita natural durante al club degli scacchi. Questo infatti comporta il battesimo: il canone 96 del Codice di diritto canonico stabilisce infatti che «mediante il battesimo l’uomo è incorporato alla Chiesa di Cristo e in essa è costituito persona, con i doveri e i diritti che ai cristiani, tenuta presente la loro condizione, sono propri, in quanto sono nella comunione ecclesiastica e purché non si frapponga una sanzione legittimamente inflitta». E questa condizione assume valore anche per la legge italiana…
La sentenza della Corte Costituzionale n. 239/84 ha invece stabilito che l’adesione a una qualsiasi comunità religiosa debba essere basata sulla volontà della persona: difficile, a nostro avviso, rintracciare tale volontà in un bambino di pochi giorni.
Infine, secondo la legge 196/2003, l’appartenenza religiosa è considerata un dato sensibile, esattamente come l’appartenenza sindacale e politica, la vita sessuale e la salute dell’individuo. Non si capisce pertanto perché, se la legge impedisce ai genitori di iscrivere i propri figli a un sindacato, a un partito politico, a un’associazione gay, non debba conseguentemente impedire l’adesione a un’organizzazione religiosa.

L’APOSTASIA
Lo sbattezzo, visto dalla parte della Chiesa, si chiama apostasìa. Se da un punto di vista dottrinale è un peccato mortale, per il diritto penale della Chiesa, applicabile a tutti i battezzati, rappresenta invece un «delitto» (Codice di diritto canonico, can. 1041).
Ne consegue che, per la Chiesa cattolica, chi si proclama ateo e agnostico, anche se non si sbattezza, è da considerarsi un apostata, e pertanto soggetto alla scomunica latae sententiae (can. 1364), un tipo di provvedimento canonico che si applica automaticamente, anche se la Chiesa non è al corrente del “delitto” commesso (lo stesso provvedimento comminato dal codice, per esempio, alla fattispecie di aborto volontario).
Le conseguenze dell’apostasia e della relativa scomunica sono:
esclusione dai sacramenti;
privazione delle esequie ecclesiastiche in assenza di segni di pentimento;
esclusione dall’incarico di padrino o madrina per battesimo e confermazione;
necessità della licenza del vescovo per l’ammissione al matrimonio canonico.

PERCHÉ CANCELLARE GLI EFFETTI DEL BATTESIMO?
Non certo per fare un contro-rito vendicativo: nessuna associazione laica lo riterrebbe una cosa seria.
Ci sono invece motivazioni ben più importanti per sbattezzarsi:
per coerenza: se non si è più cattolici non v’è alcuna ragione per essere considerati ancora tali da chi non si ritiene più degni della propria stima;
per mandare un chiaro segnale a tutti i livelli della gerarchia ecclesiastica;
per una questione di democrazia: troppo spesso il clero cattolico, convinto di rivolgersi a tutta la popolazione della propria parrocchia, “invade” la vita altrui (pensiamo alle benedizioni natalizie o, più banalmente, al rumore prodotto dalle campane). Si crea così una sorta di “condizionamento ambientale” e si diffonde la convinzione che bisogna battezzare, cresimare, confessarsi e sposarsi in chiesa per non essere discriminati all’interno della propria comunità. Abbattere questo muro, rivendicando con orgoglio la propria identità di ateo o agnostico, è una battaglia essenziale per vivere in una società veramente libera e laica.
per la voglia di far crescere il numero degli sbattezzati, contrapponendolo alla rivendicazione cattolica di rappresentare il 96% della popolazione italiana;
perché si fa parte di gruppi “maltrattati” dalla Chiesa cattolica: gay, donne, conviventi, ricercatori…
per rivendicare la propria identità nei passaggi importanti della propria vita. Non essere più cattolici comporta l’esclusione dai sacramenti, l’esclusione dall’incarico di padrino per battesimo e cresima, la necessità di una licenza per l’ammissione al matrimonio (misto), la privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di ripensamento da parte dell’interessato. Significa quindi non dover sottostare alle richieste del proprio futuro coniuge di voler soddisfare la parentela con un rito in chiesa, non vedersi rifilare un’estrema unzione (magari mentre si è immobilizzati), e avere la relativa sicurezza che i propri eredi non effettueranno una cerimonia funebre in contrasto con i propri orientamenti.
per non essere considerati, dalla stessa legge italiana, «sudditi» delle gerarchie ecclesiastiche. Il Catechismo della Chiesa cattolica rammenta (nn. 1267 e 1269) che il battesimo «incorpora alla Chiesa» e «il battezzato non appartiene più a se stesso […] perciò è chiamato […] a essere «obbediente» e «sottomesso» ai capi della Chiesa». Qualora non lo siano, le autorità ecclesiastiche sono giuridicamente autorizzate a “richiamare” pubblicamente il battezzato. Nel 1958 il vescovo di Prato definì «pubblici peccatori e concubini» una coppia di battezzati sposatasi civilmente. La coppia subì gravi danni economici, intentò una causa al vescovo e la perse: essendo ancora formalmente cattolici, continuavano infatti a essere sottoposti all’autorità ecclesiastica. Ogni prelato può dunque tranquillamente permettersi esternazioni denigratorie nei confronti dei battezzati: perché rischiare?
per un vantaggio economico: se si è battezzati e capita di dover lavorare, anche saltuariamente, in Paesi come la Germania o l’Austria, si finisce per essere tassati per la propria appartenenza alla Chiesa cattolica, e in modo assai salato (anche 60 euro al mese su uno stipendio di 2.000 euro…).
Ma tante altre ancora possono essere le motivazioni: non c’è certo bisogno di ricevere suggerimenti da parte dell’UAAR!

L’ASSOCIAZIONE PER LO SBATTEZZO
L’Associazione per lo Sbattezzo nacque negli anni ’80 proprio su queste tematiche. Suo il merito di aver sollevato il problema in Italia: attraverso questa associazione sono partite le prime lettere con le richieste di cancellazione dal registro dei battezzati. Il modulo che presenta sul suo sito, tuttavia, è privo di valore giuridico, non facendo riferimento ad alcuna legge dello Stato italiano. Oggi la parola sbattezzo è entrata a far parte dei dizionari.

L’INIZIATIVA GIURIDICA DELL’UAAR
Nel 1995 l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha avviato una campagna per la “bonifica statistica” dei battezzati. Dopo aver verificato le risposte fumose ed evasive alle richieste di cancellazione ricevute dai parroci (le poche volte che costoro si degnavano di rispondere), ha preferito spostare il confronto in sede giudiziaria.
Attraverso un socio individuato ad hoc, ha così intrapreso un ricorso al Garante per la protezione dei dati personali (Stefano Rodotà), chiedendo di intervenire nei confronti delle parrocchie refrattarie alla cancellazione del battesimo.

IL SUCCESSO DELL’INIZIATIVA GIURIDICA UAAR
Il 13 settembre 1999 il Garante per la protezione dei dati personali si è pronunciato sul ricorso del socio UAAR.
Secondo il provvedimento del Garante non si può cancellare il battesimo, in quanto esso documenta un episodio effettivamente avvenuto.
È però possibile, per chiunque lo desideri, far annotare la propria volontà di non appartenere più alla Chiesa cattolica. Si tratta di un riconoscimento importante, con il quale per la prima volta la giurisprudenza italiana ha stabilito una procedura per l’ottenimento di un elementare diritto civile, quello di non essere più considerati “figli della chiesa”.
Lo sconcerto cattolico deve essere stato notevole, se persino un esponente considerato “illuminato” come don Zega, dalla prima pagina della Stampa del 29 settembre 1999, riusciva a confondere UAAR e Associazione per lo Sbattezzo, cercando poi di buttare tutta la vicenda sul goliardico.
Come conseguenza pratica, però, l’iniziativa dell’UAAR ha costretto la Conferenza Episcopale Italiana a emanare già il 20 ottobre 1999 un Decreto Generale sull’argomento.
L’UAAR, incassato il parziale successo, ha comunque deciso di ricorrere al tribunale di Padova, che con il decreto del 29 maggio 2000 ha in sostanza confermato quanto statuito dal Garante, sancendo tuttavia che «è lo Stato che si riserva il potere di verificare se sussistano i presupposti per escludere il proprio intervento con riguardo agli atti dell’autorità ecclesiastica».
Nel novembre 2002 la Conferenza dei vescovi italiani, riunita in assemblea plenaria, ha dovuto confermare la legittimità delle richieste formulate col modulo UAAR.
L’iniziativa è proseguita negli anni successivi, con lo scopo di allargare questo diritto all’intera popolazione italiana. Nel 2002 è stato presentato e accolto il primo ricorso al Garante contro una parrocchia inadempiente, e nel 2003 è stato presentato e accolto il ricorso al Garante contro la pretesa del Vicariato di Roma di chiedere al richiedente di presentarsi presso i suoi uffici «per dimostrare e controfirmare la sua richiesta in modo inequivoco».
Infine, nel settembre 2006, un nuovo provvedimento del Garante ha permesso a tutti coloro che non conoscono la parrocchia di battesimo (o che sono stati battezzati all’estero) di annotare le proprie volontà di non far più parte della Chiesa cattolica sull’atto di cresima. Il caso ha voluto che il primo vescovo “costretto” ad autorizzare una simile annotazione sia stato il cardinal Camillo Ruini (anche se la prima in assoluto risale al febbraio 2006).
Ma la campagna continua: resta ancora da allargare tale diritto a chi non sa dove è stato battezzato, e non è mai stato comunicato o cresimato.
Ricordiamo anche che il 25 ottobre 2008 l’UAAR ha organizzato una giornata nazionale dello sbattezzo, a cui hanno aderito oltre 1.000 cittadini: la più grande apostasia di massa mai registrata in Italia.

COSA BISOGNA FARE PER NON ESSERE CONSIDERATI PIÙ CATTOLICI?
Chi conosce la parrocchia presso la quale si è stati battezzati deve semplicemente scrivere una lettera al parroco con la quale si chiede che sia annotata la propria volontà di non far più parte della Chiesa cattolica. La lettera deve essere inviata per raccomandata a.r. allegando la fotocopia del documento d’identità. Non è necessario fornire alcuna motivazione. Disponiamo di una lettera modello, scaricabile in formato *.RTF (e modificabile a piacimento secondo le proprie esigenze); ne è altresì disponibile una versione in formato *.PDF. Se non si è subita né la prima comunione né la cresima, inoltre, si può provare a inviare alla parrocchia un modulo (*.RTF; *.PDF), recentemente sperimentato con successo, contenente la richiesta di prendere nota che non si è mai stati cattolici.
Se non si conosce la parrocchia, la prima strada è quella di fare una ricerca sul portale parrocchie.it: qualora vi fossero dubbi tra più parrocchie si può provare a chiedere un aiuto a mailto:soslaicita@uaar.it?Subject=Informazioni%20sulla%20parrocchia%20di%20avvenuto%20battesimo.
Qualora l’esito fosse infruttuoso bisogna inviare una richiesta al parroco dove è stata impartita la prima comunione (a partire dal 1984) o la cresima, chiedendogli di provvedere all’annotazione della richiesta sui documenti che attestano la somministrazione di questi sacramenti.
In alternativa, se ci si è sposati con il rito concordatario, si può anche inviare una richiesta alla parrocchia delle nozze, chiedendo di conoscere la parrocchia di battesimo.
Sbattezzarsi è rapido e semplice: si concretizza nel giro di quindici giorni, termine di legge (anche se talvolta vanno oltre) entro cui le parrocchie sono tenute a rispondere con una lettera con cui confermano di aver annotato sull'atto di battesimo e/o sul registro dei battezzati quanto richiesto dallo 'sbattezzando'. Nel caso che vengano frapposti degli ostacoli, consigliamo di consultare le FAQ (anche in formato RTF), che contengono le risposte alle domande più ricorrenti sull’argomento: qualora i dubbi persistano, potete inviare un messaggio a mailto:soslaicita@uaar.it?Subject=Richiesta%20di%20consulenza%20sullo%20sbattezzo per ottenere una consulenza sull’argomento. Ricordiamo che - in mancanza di risposta da parte della parrocchia - è possibile presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali. Tutti i ricorsi presentati finora si sono conclusi con esito positivo.

ALTRE RELIGIONI
Per le altre confessioni cristiane vale lo stesso discorso della confessione cattolica: è sufficiente inviare la lettera modello, sostituendo soltanto “registro dei battezzati” con “elenco dove è stato registrato il battesimo”.
L’appartenenza alle comunità ebraiche è documentata attraverso un’iscrizione: pertanto, per abbandonare l’ebraismo è sufficiente inviare una comunicazione formale con cui si rende palese la propria volontà, chiedendo altresì che venga data conferma per iscritto delle proprie “dimissioni”. Ovviamente, in tal modo si risolve il problema dell’appartenenza, non quello della circoncisione.
Per l’islam le cose sono molto più complicate. Non esiste in Italia alcuna confessione centralizzata islamica, ma tante organizzazioni diverse in competizione fra loro: è quindi impossibile formulare una domanda ufficiale, ma solo apostatare pubblicamente. Il problema, ben noto, è che la dottrina prevalente nel mondo islamico prevede che l’apostata sia punito con la morte. Secondo un detto (hadīth) attribuito a Maometto, è vietato uccidere un musulmano, eccetto che in tre casi: quello di un musulmano che ha ucciso un altro musulmano, quello dell’adultero e quello dell’apostata. Al di fuori dai Paesi di tradizione musulmana sta comunque venendo alla luce un buon numero di apostati dall’islam. Alcuni di essi hanno pure creato un sito: Apostates of Islam e un’associazione, Council of Ex-Muslims of Britain. Anche per l’islam resta il problema della circoncisione.

LO SBATTEZZO ALL’ESTERO
Il problema dello sbattezzo non è solo italiano: lanciato in Belgio alcuni decenni fa da Alternative Libertaire, ha calamitato l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto in Francia.
Qui la legge ha sancito sia il diritto alla cancellazione, sia il dovere dell’ente ecclesiastico di fornire prove della stessa: i vescovi di Carcassone e Mende hanno rischiato pesanti condanne per non aver provveduto nei termini stabiliti (aggiornamenti sulla campagna di sbattezzo in Francia).
In Germania le cose sono ancora più semplici: una legge del 1919 impone alle religioni di “contare” i propri membri in base alla volontà dei propri fedeli di versare una somma variabile tra l’8 e il 10 per cento delle proprie imposte. Se non si vuole pagare questa tassa si è automaticamente fuori dalla Chiesa e cessano gli effetti del battesimo, mentre se si rimane formalmente fedeli si è invece obbligati a pagare le tasse alla propria Chiesa. La dichiarazione ufficiale di uscita dalla chiesa è effettuabile a partire dal raggiungimento della maggiore età (ovvero a quattordici anni, per quanto riguarda l’appartenenza religiosa).
Lo sbattezzo in Germania, Austria e Svizzera.
In Spagna la normativa è molto simile a quella italiana.

PERCORSI DI APPROFONDIMENTO
L’annotazione su un atto di battesimo.
«L’aspetto giuridico dello sbattezzo», di Andrea Albertazzi, da L’Ateo n. 2/2004.
«Atei alla meta: i vescovi hanno riconosciuto il diritto di non far parte della Chiesa cattolica», di Raffaele Carcano, da l’Ateo n. 1/2003.
«Aumenta il popolo degli “sbattezzati”. Atei e agnostici si ritrovano sul web», di Rita Celi, da Repubblica.it, 10 gennaio 2006
Battesimi forzati, di Marina Caffiero (Viella 2004): le vessazioni nei confronti degli ebrei romani tra il XVI e il XIX secolo.
Battezzati non credenti, di Aldo Capitini (Parenti 1961).
«Chi si ricorda del vescovo di Prato?», di Mario Patuzzo, da L’Ateo n. 4/1999.
«Della qualità del clero. I risultati di un’indagine e la loro verifica sul campo», di Raffaele Carcano, da L’Ateo n. 5/2003.
«La mia lunga battaglia per essere sbattezzato», di Jenner Meletti, da la Repubblica, 13 luglio 2003.
Nuove ingerenze ecclesiastiche, aggiornati i moduli (23 aprile 2007).
«Pio XII e i piccoli ebrei battezzati», dal Corriere della Sera, 29 dicembre 2004.
Processo al vescovo di Prato, a cura di Leopoldo Piccardi (Parenti 1958).
Quasi quasi mi sbattezzo, di Alessandro Lise e Alberto Talami (Becco Giallo 2009): un fumetto sullo sbattezzo!
«“Scresimato”», di Pier Giorgio Nicoletti, da L’Ateo n. 3/2007.
Tesi di laurea sullo sbattezzo del nostro associato Andrea Albertazzi: discussa nel dicembre del 2003, la pubblichiamo con il suo permesso (PDF, 200 Kb).
Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi, di Raffaele Carcano e Adele Orioli (Luca Sossella Editore 2008): il primo libro a trattare dello sbattezzo, ma anche un excursus storico sull’apostasia (e tanto altro ancora).
Uscire dal gregge di Stefano Sotgia (2008): un documentario di sedici minuti sullo sbattezzo.
Un volantino sullo sbattezzo da fotocopiare e distribuire.
Se vuoi dare visibilità sul tuo sito o sul tuo blog alla campagna UAAR di sbattezzo, puoi consultare le istruzioni pubblicate sul nostro sito.

PASSAPAROLA SULLO SBATTEZZO
Puoi scaricare la presentazione sullo sbattezzo e inviarla ai tuoi amici. Sono disponibili questi formati:
PPS (per MS Powerpoint), 430 Kb
PDF (per Adobe Reader), 490 Kb
SWF (Flash, da aprire in un browser), 480 Kb
Per salvare i file fai click con il tasto destro del mouse e scegli “Salva oggetto con nome”.
Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2009.
UAAR.it 2009

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ALTRO MIO POST RELAZIONATO:
http://betullablu.blogspot.com/2009/03/perche-dio-non-elimina-il-male.html
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AGGIORNAMENTO:

altri due articoli interessanti sullo Sbattezzo, qui

http://www.sonego.net/religione/quasi-quasi-mi-sbattezzo/
http://uaarcatania.wordpress.com/2008/02/13/rinnovo-iscrizione-carabinieri-allufficio-postale/
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Aggiornamento 23-12-09

Vi segnalo la lettera che Alessio ha segnalato sul suo blog, che vi fara capire tante cose.. -

http://feedproxy.google.com/~r/IlBlogDiAlessio/~3/A9miOiNpRvI/lettera-radio-maria.html


martedì 15 dicembre 2009



Lettera a radio maria


Qualche mese fa avevo pubblicato un post dove parlavo di Radio maria in quanto spesso dalle sue frequenze partivano sentenze disgustose nei confronti degli omosessuali dicendo che essi sono malati e cose simili...ieri ho avuto la fortuna di trovare una simpatica lettera proprio a radio maria (dovrebbe essere tutto vero) che vi consiglio di leggere:

Tempo fa un NOTO RELIGIOSO, dalle onde radio di Radio Maria, ha risposto ad un ascoltatore che l'OMOSESSUALITA' E' UN ABOMINIO, perchè a dirlo è la BIBBIA (Levetico, 18,22).
Un ABOMINIO CHE NON PUO' ESSERE TOLLERATO IN NESSUN CASO.
10 giorni fa quello stesso ascoltatore ha scritto questa lettera al NOTO RELIGIOSO...
Lettera del 16 maggio 2009
Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio.
Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.-

Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?-
Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l’ odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?-
So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.
- Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?-
Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
- Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
- Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’ altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere … La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?
- Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
- In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
- Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?

So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.
Sempre suo ammiratore devoto.”

10 commenti:

Anonimo ha detto...
questo tizio che ha scritto la lettera non ha ovviamente capito la Bibbia (christiana). La maggior parte di queste linee guida sono state abbandonate nel Nuovo Testamento. Piu che a Radio Maria avrebbe quindi dovuto inviarla ad un Rabbino, poiche si tratta di norme seguite da ebrei (che, ad esempio, tuttoggi non mangiano maiale). sull omosessualità Christo non si è espresso chiaramente (il sacerdote non ha quindi sbagliato a citare in quel caso il Levitico) . All'interno del cristianesimo sono tuttavia presenti visioni differenti riguardo al tema. Gesù non dice una parola su questo, ma tante sulla tolleranza, l’accettazione, il non giudicare. anche se dalla chiesa oggi viene visto come peccato.
Gian Marco ha detto...
Sono abbastanza daccordo col commento precedente, sottolineo solo alcuni punti chiave del cristianesimo e della bibbia in generale: - Le leggi divine possono cambiare nel corso del tempo (sacrifici animali, riti di purificazione...), ma i principi su cui si basano (santità, rispetto, devozione, amore) SONO QUESTI AD ESSERE IMMUTABILI - l'amore per dio e il prossimo è il comandamento piu importante (Matteo 22:35-40) - con cristo la legge di mosè viene abolita per i cristiani (ne parla spesso S. Paolo). quindi niente più sacrifici animali, pene di morte per chi disubbidisce... (efesini 2:14-16) - riguardo al tema omosessualità nelle sue lettere Paolo continua a essere comunque chiaro che questo è un grave peccato (Romani 1: 24 -27) - la schiavitù era tollerata e regolamentata all'epoca in quanto consuetudine del mondo antico, anche al tempo di paolo sotto l'impero romano. le leggi che la regolavano imponevano comunque un rapporto di rispetto e onestà reciproca, principi che si applicano anche oggi nei rapporti di lavoro. (Colossesi 3:22 - 4:1)
Gian Marco ha detto...
ps. se vi serve una bibbia online per confrontare i versetti ne potete trovare una qui: http://www.watchtower.org/i/bibbia/index.htm oppure cercate su google "bibbia online" e trovate un sacco di altre traduzioni italiane
byb ha detto...
sono allibito dalla risposta data al ragazzo, ma da radiomaria, non mi aspetto certo del buonsenso. e sono allibito dal fatto alcuni anonimi commentatori non abbiano capito il senso della lettera citata nel post: la condanna all'omosessualità è del tutto assente nel Vangelo. in tutto il nuovo testamento, c'è un solo riferimento ed è di San Paolo nelle lettere, e fa riferimento ai passi del vecchio testamento. i passi del vecchio testamento che condannano esplicitamente l'omosessualità fanno parte di capitoli e codici che la Chiesa Cattolica a rigettato, in nome della predicazione di Gesù presentata nel Vangelo. ma se sono rigettati quei passi, quei capitoli, come si giustifica secondo dottrina la mancanza di rigetto per i passi riferiti all'omosessualità? la domanda di quella lettera, non può essere posta a un rabbino, è chiaramente rivolta a un prete cristiano, e sono domande retoriche, la cui risposta è chiara ed esplicita: o rigetti le regole "inutili" "superate" del vecchio testamento, in nome del Vangelo, e le rigetti tutte, condanna all'omosessualità compresa, o non ne puoi rigetta nessuna, nemmeno una di quelle ricordate nella lettera. è chiaramente una provocazione, perché la Chiesa ha risposte dottrinali a queste domande, ma ad esempio la Chiesa Anglicana inglese, o le Luterane scandinave, di fronte a queste domande si sono interrogate, e hanno giudicato insufficenti le parole di San Paolo, e hanno rimosso dalla propria dottrina il concetto di omosessualità come peccato, o addirittura introdotto il matrimonio omosessuale religioso, al pari di quello eterosessuale.
Anonimo ha detto...
. Chi ha fede non ha bisogno di religioni .
(NdR) ha detto...
. Approfondimento del precedente commento (dello stesso autore); non sono uno Storico delle religioni e so che non so spiegarmi bene a parole anche se scrivo correttamente; chiedo scusa per questo. Parte 1 Qualche mese fa il pres. Napolitano ha detto che la Costituzione italiana è laica ma non deve e non può rinnegare l’ etica cristiana sulla quale è basata (si veda Wikipedia: papa Benedetto al Quirinale). Il pres. Napolitano si esprime spesso con parole di vera saggezza. Da questo si invita a considerare il fatto che, dopo la ‘Legge del taglione’, i ‘10 Comandamenti’ di Mosè rappresentano una forma primitiva di ‘Codice Civile’ che supera la precedente, ancora molto barbarica, con una forma di Moralità, di più moderna concezione, che si pone come un’ assoluta novità nella Storia dell’ uomo, per quanto queste leggi siano ancora radicate in una mentalità superstiziosa: come pensatore non ho alcuna difficoltà a credere che il leader Mosè abbia sfruttato la sua capacità di immergersi nelle profondità del suo animo in un periodo di isolamento e meditazione, e collegarsi con la sua parte più divina, traendone la sua interpretazione di quello che è ‘Dio legislatore’, cioè l’ umanità in quanto "astrazione della collettività" proprio perché ne dispone le regole per il "bene comune". (Nota: anche il culto dei morti ha a che fare con questo ma qui è un altro discorso) Per questo ho detto che "la fede non ha religione"; ma spesso dalla fede nasce la religione e questo spesso è anche un male dal momento che l’ indagine e l’ adesione delle leggi della convivenza civile (e dell’ uso delle risorse naturali) è un comportamento superficiale e di circostanza, ovvero addirittura avviene solo in funzione di un ‘sottrarsi alla punizione’ (per questo infatti Dio si fa Punitore e Omnisciente) e non nasce invece da un sincero sentimento di benevolenza e volontà di cooperazione per il progresso della comunità. (segue parte 2) .
(NdR) ha detto...
. Parte 2 Ma quindi Mosè, per quanto evoluto, è pur sempre un uomo arcaico rispetto al nostro punto di vista e interpreta i suoi sentimenti e il suo potere psichico (la sua fede) in base alla mentalità della sua epoca che è fatta spesso di potere assoluto, di giustizia sanguinaria e di rigida adesione alle regole; sarà infine solo con il Protestantesimo che si sancirà definitivamente il diritto di ogni individuo a poter dare un’interpretazione più personale di queste regole, anziché lasciare che queste, in nome del ‘bene collettivo’, venissero dettate, spesso a capriccio, da un élite di ‘rappresentanti della divinità’ che sfruttassero l’ ignoranza, la superstizione e il ‘timore di Dio’ per fini egoistici e dove per questo lo stesso ‘Dio’ perde la sua connotazione di ‘astrazione della collettività’ e ridiventa ‘tutto ciò che l’uomo esposto alla furia degli elementi naturali non è in grado di controllare se non per intercessione di particolari uomini’. Infatti, se è vero che Carlo Magno promulgò l’istituzione dell’ istruzione scolastica massificata, la stampa è nata invece proprio in ambiente protestante. Questo per dire in sostanza che se un sedicente prete (o chiunque altro) avesse fatto dell’ adesione incondizionata a non meglio definiti principi di ‘Giusnaturalismo divino’ così arcaici come quelli dell’ Antico Testamento o di qualsivoglia altro testo sacro (posto che la tradizione scritta affermi effettivamente la contrarietà al rapporto omosessuale in quanto ‘contro natura’), egli si dimostra solo una persona che non è in grado di evolversi in termini spirituali: non è in discussione la capacità di devozione come il sentimento per il quale la gente si dedichi alla ‘divinità come Amore universale’ senza per questo perdere il contatto con il mondo materiale ma anzi accettandolo con più consapevolezza delle proprie azioni e del senso dell’ esistenza non solo per se stessi ma per tutta la collettività, ma è in discussione il fatto che la sola adesione a un insieme categorico di regole di convivenza (e la loro promulgazione) che si sono evolute nel corso di migliaia di anni e che continueranno a evolversi non è di per sé una qualità per la quale si è veramente capaci di donare conforto allo spirito come dovrebbe farlo chi ha vera vocazione di uomo di fede (‘l’ abito non fa il monaco’). Ma attribuire a quei rappresentanti della Chiesa che si dimostrino così intransigenti le caratteristiche peculiari del Cristianesimo è solo convenienza di opinione. Grazie [Ndr] .
(NdR) ha detto...
. (segue) Fermo restando quanto ho detto sopra, direi che questo Religioso è stato molto frainteso, per mezzo di un giustizialismo che ha voluto vedere solo l’ offesa e la discriminazione, né si può dire che egli abbia fatto del suo meglio per chiarire la sua posizione che d’altronde è quella tradizionale e riconosciuta universalmente dalle religioni: l’ uomo non deve essere schiavo dei sensi. Persino il Tantra indù non parla di edonismo fine a se stesso come forse si crede come luogo comune, ma propone invece la disciplina del ‘non privarsi del piacere’ che ha il fine proprio di imparare a controllare il desiderio. Il prete al telefono ha però preferito esprimersi in maniera troppo radicale, senza mezzi termini e forse si è un po’ perso nel suo stesso discorso nel quale, piuttosto che ribadire il fatto che tutte le passioni ci portano a sviare dalla strada dell’ evoluzione spirituale (che è il senso allegorico della ‘purificazione dal Peccato originale’), invece sembra considerare ossessivamente solo l’ aspetto sessuale della questione, vi si perde, e finisce quasi per confondere tutto nella condanna ai comportamenti sessuali insoliti (omosessualità o ninfomania) o propriamente deviati e criminosi. Secondo me il prete andava più capito che criticato – anche nella sua posizione umana di chi ha dovuto rinunciare alla sessualità carnale per scelta, come se fosse facile – e condannato. Come ho detto nel commento di prima, chi parla come lui pecca di rigidità di adesione ai principi tradizionali; se i religiosi fossero liberi di avere una propria vita privata e piuttosto di dare con questo il buon esempio alle coppie, anziché soffrire e reprimersi (a che pro ?) questi discorsi non sarebbero così fraintendibili e lui non si sarebbe perso nel suo discorso fin troppo moralista. Non ho niente da criticare oltre questo e le parole del prete hanno un fondamento (per quanto più superstizioso che allegorico) degno della migliore considerazione. Grazie [NdR] .
byb ha detto...
@NdR senza voler sminuire il significato profondo del tuo ragionamento ci sono alcune imprecisioni storiche: - la legge di Mosé, per quanto innovativa, è per molti versi paragonabile alle leggi del Codice di Hammurabi, di circa 500 anni precedenti; - la stampa di Gutenberg risale al 1456, e anche se in Europa erano già in corso ondate di rinnovamento, lo stesso Gutenberg scelse di pubblicare come primo libro una bibbia in latino. la predicazione "protestante" in senso accademico inizia con Lutero nel 1517. non è quindi il protestantesimo a far nascere la stampa, ma semmai è la stampa a favorire il protestantesimo. E comunque nel XVI, nel XVII e nel XVIII secolo la Serenissima Venezia, sebbene cattolica era tra i più importanti centri di stampa europei. Sebbene forse non era profondamente "assolutistica" e forse negava meno di altri paesi "il diritto di ogni individuo a poter dare un’interpretazione" di ciò che leggeva. Per contro, alcune nazioni protestanti furono assolutistiche, negando ai singoli individui la libera interpretazione ancora per qualche secolo. queste note, però non mi pare riguardino la sostanza del tuo ragionamento.
(NdR) ha detto...
. @ Byb Grazie; 1) non ho nè confuso nè distinto il "codice di Hammurabi" dai "10 comandamenti" ma ho detto che Mosè è una figura di mistico che, pur con l'infinito merito di aver imposto regole più civili e moderne, riflette ancora la mentalità dell' epoca, della quale trasmette ancora quell'aspetto brutale. Forse non l'ho scritto bene. 2) Spesso succede che il pensiero filosofico (e la corrente culturale che lo rappresenti con un nome) possa svilupparsi solo in un ambiente ad esso fertile (o meglio ne è proprio la manifestazione codificata) e che infine ottenga il successo dove altre proposte simili non avevano avuto che vita breve - ma ne avessero rappresentato i necessari presupposti (come gradini di una scala); e non che sia al contrario il movimento culturale creato a tavolino a cambiare i connotati alla società (anche se questo non esclude la dialettica continua tra la filosofia storica e la vita pubblica, che è di fatto la realtà delle cose). Questo non per evitare le critiche che mi fai e che indubbiamente merito, ma per puntualizzare sul fatto che, nella Storia dei fenomeni culturali, spesso cogliamo solo "la punta dell'iceberg" e per questo è innanzitutto presunzione da parte mia voler chiudere in due righe un fenomeno come il Protestantesimo: ad esempio non si sa che l'Islam in Arabia è stato preceduto da altri movimenti religiosi che ne hanno preparato l'avvento e non che, ecco l'Islam. Il senso del mio lungo preambolo storico era la premessa al concetto che quelle persone che si chiudono in un mondo mentale di regole, che pur hanno contribuito alla formazione dell' etica civile come la conosciamo (es. la Croce Rossa, che non si dichiara movimento religioso, è indubbiamente nato dallo spirito di compassione che, non vogliamo definirlo "cristiano", risente indubbiamente dell' educazione cristiana) pérdono di elasticità culturale e paradossalmente, proprio nell'ambito del Cristianesimo che parla di tolleranza, fanno invece la figura dei bigotti, e si fanno fraintendere, e magari non hanno mai affrontato personalmente e seriamente il discorso della sessualità (come qualcosa da bandire dalla vita mentale) e delle sue manifestazioni più "eterodosse" per cui, seppur con la BUONA FEDE che riconosco al Religioso della telefonata, dimostra purtroppo di non avere assolutamente le idee chiare sull'argomento. Ma ribadisco le mie attenuanti alle critiche contro di lui - e la mia contrarietà al dogma religioso di origine superstiziosa, ma non al Misticismo come Scienza a tutti gli effetti. Grazie ancora. [NdR]
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